Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna a causa del passaggio devastante del ciclone Harry che nei giorni scorsi ha imperversato in queste tre regioni provocando miliardi di euro di danni (solo in Sicilia, stimati almeno 1,5 miliardi, ndr). Inoltre sono stati stanziati i primi 100 milioni complessivi per le tre regioni e quindi alla Sicilia toccheranno 33,3 milioni di euro.
Musumeci: “Dichiarato stato di emergenza per le tre regioni colpite”
Il governo Meloni, dunque, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori delle tre regioni colpiti dal violento maltempo. La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, presenti anche i presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria.
Ecco come funziona: lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’articolo 25 lettere a, b, c dello stesso Codice, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Si tratta di un primo stanziamento.
Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.
“dopo stima danni ulteriori stanziamenti”
Il ministro Musumeci ha proseguito: “Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione, quindi aspettiamo questo lavoro che è affidato essenzialmente ai tecnici delle tre regioni e verrà adottato un provvedimento interministeriale, perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri, interverranno le infrastrutture, l’agricoltura, l’interno il lavoro, il ministero delle imprese, la coesione, le politiche del mare, il turismo”.
Schifani: “Non lasceremo indietro nessuno”
Il presidente della Regione Renato Schifani ha commentato la decisione del governo nazionale. Queste le sue parole: “In queste ore difficili per tanti siciliani colpiti dal ciclone Harry, il Consiglio dei ministri ha deliberato, su richiesta del governo regionale, stanziando complessivamente 100 milioni di euro, lo stato di emergenza nazionale. Ho partecipato al CdM con rango di ministro, come previsto dallo Statuto quando si trattano questioni che riguardano la Sicilia”.
Il governatore dell’Isola aggiunge: “Ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la sensibilità, l’attenzione e la rapidità dimostrate”.
E prosegue: “Alla nostra gente voglio dire che non è sola: tutte le strutture regionali sono al lavoro con il massimo impegno per intervenire subito e non lasciare indietro nessuno”.
“È solo un inizio, seguiranno altri interventi istituzionali”
Schifani spiega “È solo un inizio naturalmente, poi interverrà un’ordinanza per le deroghe e interverranno anche altri decreti che stanzieranno somme attraverso fondi degli altri ministeri, parlo del Mit, parlo di altro, quindi è soltanto un inizio, un segnale che il governo dà correttamente di solidarietà alle disgrazie subite dalle tre regioni”.
“Rivalutare politica di tutela delle fasce costiere”
Il presidente della Regione ha poi posto l’attenzione sulla necessità di ripensare la tutela delle coste alla luce dei cambiamenti climatici: “Mi pongo un tema, l’ho posto anche nel nostro incontro con il Consiglio dei ministri, che è che è che bisogna rivalutare una politica di tutela delle fasce costiere alla luce del cambiamento dell’ecosistema. I grandi incendi due anni fa hanno devastato una grande parte della Sicilia, ci siamo attrezzati con sistemi di videocamere dall’alto, satellitari, di control room”.
Secondo il governatore dell’Isola, ora serve una nuova pianificazione per la difesa dei territori costieri più esposti: “Adesso occorrerà rivisitare una pianificazione di difesa delle fasce antropizzate, cioè quei comuni costieri, quei comuni che vivono sulle coste, quei ristoranti, a volte abusivi, ma a volte con i ridi regolarmente realizzati, che possono essere vittime di queste grandissime mareggiate”. Tra le soluzioni ipotizzate, barriere marine sommerse: “Occorrerà prevedere delle barriere a distanza dalle coste che oggi sono strutturalmente collaudate, che non sono banchine ma che sono a grandi massi messi sott’acqua a sfioro a 10 metri e che evitano le grandi onde che possano devastare il territorio”.
Barbagallo: “Da Cdm risposta ridicola e insufficiente. Cento milioni non bastano”
Arrivano le prime reazioni politiche al provvedimento del Consiglio dei ministri. Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera, sottolinea: “Quanto deliberato dal Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per la Sicilia è del tutto insufficiente e dimostra che il Governo non ha compreso la reale gravità della situazione”.
Barbagallo aggiunge: “Stiamo parlando di un territorio duramente colpito dal ciclone Harry, con danni enormi a infrastrutture, viabilità, abitazioni e attività produttive, per cifre che sono nettamente superiori ai 100 milioni annunciati dal Governo. Una somma che rischia di essere poco più che simbolica di fronte a un’emergenza di questa portata”.
“La Sicilia ha bisogno di risorse adeguate”
E prosegue: “Ancora più grave è che dal Consiglio dei ministri non arrivino norme chiare per garantire interventi rapidi, procedure semplificate e una ricostruzione veloce e tempestiva. Senza strumenti straordinari, lo stato di emergenza rischia di restare uno slogan. Il Governo smetta di fare propaganda e ascolti davvero i territori colpiti. La Sicilia ha bisogno di risorse adeguate, certezze sui tempi e di un piano serio di intervento. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l’esecutivo affinché assuma decisioni all’altezza di una situazione la cui gravità è sotto gli occhi di tutti. Così Anthony Barbagallo deputato e segretario regionale Pd in Sicilia che sottolinea come “solo per la Sicilia si parla di stime dei danni che superano il miliardo di euro”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

