Per la Sicilia questa che si sta concludendo è stata una settimana davvero difficile con il ciclone Harry che ha portato paura e tanti ingenti danni, fortunatamente senza causare vittime. Nella giornata di giovedì la Giunta Regionale ha fatto una prima stima dei danni derivanti dalla forte ondata di maltempo che ha interessato l’Isola nella prima parte della settimana.
Per capire realmente l’enorme danno provocato dal ciclone basta guardare i numeri. In Sicilia sono 741.500.000 milioni le perdite con la Giunta regionale che ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per un anno: lo stesso governatore Renato Schifani, in visita venerdì nei territori del Messinese, ha parlato di “danni devastanti”.
In attesa di aiuti concreti dal Governo Nazionale, la Regione ha stanziato 70 milioni per gli interventi urgenti che saranno suddivisi in questo modo: 50 milioni immediatamente disponibili e 20 milioni da attivare con una norma in Ars. Le risorse che saranno investite subito saranno destinate per spese correnti (12,5 milioni) e per spese in conto capitale (37,5 milioni).
I danni del ciclone Harry, le province più colpite
Come detto, le province più colpite da un primo quadro reso pubblico dalla Protezione Civile Regionale sono Catania e Messina, con rispettivamente 244.000.000 e 202.000.000 milioni di danni; a seguire Siracusa 159.800.000 milioni, Agrigento con 33.600.000 milioni, Ragusa 29.900.000, Palermo 23.200.000, Trapani 18.100.000, Caltanissetta 15.600.000 ed infine Enna con 14.800.000 milioni.
Tra i settori economici più colpiti ci sono sicuramente le aeree portuali con 85.700.000 milioni. Per gli stabilimenti balneari serviranno più di 100 milioni per rimettere a posto litorali, i porticcioli e le opere di difesa costiera e per non partire con l’handicap nella prossima stagione estiva.
Ristori per i danni del ciclone Harry, chi può fare domanda: i requisiti
Per capire chi ha diritto ai ristori per i danni causati dal ciclone Harry il 19 e 20 gennaio bisognerà attendere l’ordinanza commissariale specifica, ma si possono iniziare a tracciare le prime linee guida: Avranno accesso ai risarcimenti titolari di attività economiche e produttive operanti nei territori individuati dai provvedimenti emergenziali, comprese le imprese turistico-ricettive e gli stabilimenti balneari in regola con iscrizione alla CCIAA, DURC e adempimenti fiscali; i nuclei familiari residenti nei Comuni interessati.
Sarà fondamentale il nesso di causalità diretto tra il danno e gli eventi del 19-21 gennaio 2026, attestato da perizia o relazione tecnica e le spese coerenti sostenute per il ripristino dei danni, per poter accedere ai ristori.
I ristori per i danni del ciclone Harry, le tempistiche
Tra la fine di gennaio e febbraio saranno investiti i 50 milioni immediati per i lavori più urgenti di messa in sicurezza, viabilità e porti, oltre a quelle attività fortemente danneggiate dal maltempo. I Comuni metteranno successivamente a disposizione i moduli per presentare domanda.
La fase due riguarderà i 20 milioni dai fondi globali con il via libera che aspetta all’Ars attraverso un decreto legge e con l’eventuale DPCM per l’emergenza nazionale, in modo da mettere in campo risorse aggiuntive e ordinanze attuative sui contributi per attività produttive e privati.
La terza fase riguarderà possibili integrazioni da Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) e FSC 2021-2027 riprogrammato, per opere strutturali e per colmare i gap non coperti dai capitoli emergenziali. Ma sarà un tema da affrontare dall’estate.
Turismo e strutture ricettive, per i ristori non si parte da zero
Per le strutture ricettive e il settore turistico ci sono speranze di ripartire quanto prima, non solo grazie ai 50 milioni messi a disposizione dalla Regione Siciliana ma anche per strumenti di investimento già varati dal governo come ad esempio l’avviso da 135 milioni di euro per migliorare qualità e sostenibilità delle strutture ricettive (alberghiere ed extralberghiere), istruito tramite IRFIS e finanziato con FSC 2021-2027. Riassumendo: i fondi, in parte, ci sono. Adesso, tocca mettere il piede sull’acceleratore e non lasciare indietro chi è stato messo in ginocchio dal forte maltempo ma soprattutto far sì che la macchina burocratica, come spesso avviene, non blocchi gli interventi di sostegno alla popolazione.
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