Marta Contreras, attrice, cantante e artista cilena di spicco, è scomparsa di recente all’età di 92 anni presso il Policlinico Gemelli di Roma. Figura di riferimento della scena culturale cilena, ha dedicato oltre mezzo secolo al teatro, al cinema e alla musica, distinguendosi per il suo forte impegno civile. Come da sua volontà, riposerà in Italia, nel cimitero di Sipicciano, frazione di Graffignano (Viterbo).
Gli esordi di Marta Contreras
Marta Contreras si è formata in recitazione all’Università di Valparaíso e ha iniziato la sua carriera tra gli anni Cinquanta e Sessanta, affermandosi rapidamente come interprete intensa e versatile. Sul grande schermo, ha recitato in film iconici della cinematografia cilena, tra cui “Ya no basta con rezar” (1972), “Sussi” (1988) e “Caluga o menta” (El Niki) (1990). Parallelamente all’attività teatrale e cinematografica, dal 1964 si è dedicata alla composizione musicale, specializzandosi nell’originale messa in musica della poesia latinoamericana e spagnola. Le sue interpretazioni dei testi di Gabriela Mistral sono state particolarmente apprezzate, così come le musiche ispirate a Nicolás Guillén, Pablo Neruda e Federico García Lorca.
Il trasferimento in Italia
Dopo il colpo di Stato militare del generale Augusto Pinochet nel 1973, si stabilì in Italia, dove continuò la sua attività artistica e culturale, mantenendo un forte legame con il Cile e le comunità latinoamericane in Europa. Arrivò con il compagno Juan Barattini, regista teatrale. Entrambi membri del Partito comunista cileno, fuggirono dal Cile per evitare l’arresto. Era madre di Claudia Barattini, ex ministra della Cultura del Cile e attuale segretaria culturale dell’Istituto italo-latino americano, che ha scelto di vivere a Sipicciano, nella Tuscia. La sua scomparsa è una perdita enorme per il mondo culturale cileno e per tutti coloro che hanno apprezzato la sua opera, un punto di incontro tra arte, poesia e impegno sociale.
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