Roma, 26 mar. (askanews) – Sono in corso a Roma le riprese de “La città dei vivi”, diretto da Edoardo Gabbriellini. Nel cast Valerio Mastandrea insieme al protagonista Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei.
Il film, che sarà distribuito nelle sale da Eagle Pictures nell’autunno 2026, è liberamente ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia, edito da Giulio Einaudi editore, e ripercorre la tragica vicenda di Luca Varani, il ventitreenne ucciso a Roma la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016. Partendo dal romanzo e dal fatto di cronaca che lo ha ispirato, la sceneggiatura assume l’accaduto come origine narrativa per esplorare il ritratto di una generazione in bilico, interrogandosi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che possono aver condotto due giovani verso un gesto di inaudita violenza, spostando lo sguardo dall’evento alle sue radici.
Luca ha ventitré anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.
La sceneggiatura è firmata da Damiano e Fabio D’Innocenzo, che partecipano al progetto anche in qualità di executive producers. Le riprese si svolgono a Roma e hanno una durata di sei settimane.
“Questo film – ha dichiarato il regista Edoardo Gabbriellini – tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco”.
“È per me emozionante sapere che sono iniziate le riprese de ‘La città dei vivi’ ha aggiunto Nicola Lagioia – la storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi. Auguro buon lavoro a lui e a tutti quelli che si sono messi in gioco perché questo film si faccia”.
“Abbiamo scelto di partire da una vicenda di cronaca che ha segnato profondamente la coscienza collettiva del nostro Paese, provando ad affrontarla con lo sguardo del cinema sociale e con la necessaria delicatezza e responsabilità, andando oltre la cronaca stessa per capire se rivela qualcosa del nostro presente. Il film prova a indagare come il male possa nascere non necessariamente dall’eccezionalità o dalla mostruosità, ma anche dal vuoto, dall’isolamento e dall’incapacità di riconoscere il valore della vita. Come per Il ragazzo dai pantaloni rosa e 40 secondi, l’uscita del film sarà accompagnata da un percorso di proiezioni e incontri nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo di aprire uno spazio di confronto con i ragazzi sui delicati temi che il film solleva”, hanno spiegato i produttori Roberto Proia per Eagle Pictures, Olivia Musini per Cinemaundici e Maurizio Piazza e Andrea Calbucci di Lungta Film.

