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Cinisi, vince centomila euro al Gratta e Vinci e lo perseguitano: cinque a processo

Cinisi, vince centomila euro al Gratta e Vinci e lo perseguitano: cinque a processo
Gratta e vinci – Imagoeconomica

Una vincita da 100mila euro al Gratta e Vinci che, anziché cambiare la sua vita, si sarebbe trasformata nell’inizio di un incubo. È la vicenda di un ventottenne di Cinisi, nel Palermitano, che per circa due anni sarebbe stato vittima di rapine, minacce ed estorsioni da parte di un gruppo di cinque persone del posto.

La Procura ha chiesto il processo per i cinque indagati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di accuse che comprendono rapina, estorsione, furto e tentato omicidio.

La vincita al Gratta e Vinci e i soldi mai ricevuti

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il giovane non avrebbe potuto incassare direttamente il premio attraverso un conto corrente a causa dei suoi precedenti penali. Avrebbe quindi chiesto a un conoscente di ritirare la somma al suo posto.

Dei 100mila euro vinti, però, gli sarebbero stati consegnati soltanto 2mila euro. Da quel momento sarebbero iniziate le intimidazioni e le violenze, con una serie di episodi sempre più gravi.

Rapine, minacce e tentato omicidio: due anni di persecuzioni

Tra gli episodi contestati nell’inchiesta figurano vere e proprie spedizioni punitive, durante le quali il ventottenne sarebbe stato sottoposto a ripetute aggressioni. In una circostanza, gli sarebbe stata puntata una pistola in bocca. In un altro episodio sarebbe stato investito con un’automobile e, poco dopo, raggiunto da una coltellata all’addome.

Una sequenza di violenze che avrebbe coinvolto anche la sfera familiare della vittima. Il giovane avrebbe presentato circa trenta denunce per cercare di proteggere se stesso e i propri cari.

Le pressioni, secondo quanto emerso dall’inchiesta, non si sarebbero interrotte neppure dopo l’arresto di alcuni degli indagati, avvenuto lo scorso aprile.

Cinque persone a processo, riti diversi per gli imputati

Per quattro dei cinque indagati il procedimento proseguirà con rito ordinario, mentre il quinto ha scelto il rito abbreviato.

L’avvocato della vittima ha evidenziato le conseguenze fisiche e psicologiche subite dal proprio assistito, costretto a vivere per due anni nella paura per la propria incolumità e per quella dei familiari.

Resta separata la posizione di una sesta persona coinvolta nell’inchiesta: una donna, già denunciata nelle prime fasi delle indagini, la cui posizione sarà valutata autonomamente.

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