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Città-cibo-stili di vita: così ambiente impatta su incidenza tumori

L’analisi in un volume di Ail; “Serve prevenzione a tutti i livelli”

Roma, 1 apr. (askanews) – Città sempre più inquinate, cibi ultraprocessati che portano con sé pesticidi e microplastiche, stili di vita sbagliati. Non è la trama di un romanzo apocalittico, ma quello a cui siamo esposti ogni giorno nella vita quotidiana. E che se non viene contrastato, o almeno limitato, aumenta esponenzialmente i rischi di ammalarsi di tumore, con gravi e ovvie ripercussioni non solo sulla salute pubblica ma anche sul servizio sanitario. Per questo, l’appello è di rendere tutti consapevoli, dalla politica ai semplici cittadini, per poter agire su tutti i livelli. Di questo si è parlato oggi alla biblioteca dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, partendo dalla presentazione del volume “L’impatto dell’Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico”, un’opera che restituisce in forma organica i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante il convegno nazionale di Ail 2024, “Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita”, che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo, con l’obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico.

Il volume raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori che hanno affrontato temi centrali come l’impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei Pfas, l’alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello “One Health”, oltre a uno spazio dedicato alle esperienze delle sezioni Ail sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva.

All’incontro hanno preso parte Giuseppe Toro, presidente nazionale di Ail, Aurelio Angelini presidente del Comitato nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030, Paolo Corradini direttore scientifico facente funzioni dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e una delegazione dell’Università Milano-Bicocca: Mariaclaudia Cusumano, ricercatrice e sociologa dell’ambiente e del territorio, Matteo Colleoni delegato del Rettore per la Sostenibilità e Mobility Manager, Paola Palestini direttrice del master Ada e Monica Bernardi, professoressa di Sociologia dell’ambiente e del territorio nonché European Climate Pact Ambassador. I relatori hanno messo in fila tutti i rischi che, senza una piena consapevolezza, corriamo ogni giorno aumentando le probabilità di sviluppare tumori. Il cancro rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie e sociali, e l’aumento dell’incidenza è legato non solo all’invecchiamento della popolazione, ma anche all’esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, oltre a comportamenti individuali non salutari. Tra questi, ci sono l’eccessiva sedentarietà, o anche solo l’acquisto di verdure in confezioni di plastica, per il singolo cittadino, oltre al consumo di alcol e al fumo. Ma a un livello più alto, bisogna che ci sia la volontà di adottare pratiche più salutari come lo smart working o un sistema di trasporti più efficace, soluzioni che eviterebbero ad esempio di stare in mezzo al traffico in balia delle polveri sottili e riducendo il numero di veicoli circolanti.

In questo scenario, Ail vuole ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche. Con la pubblicazione del volume, l’associazione conferma il proprio impegno accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell’interesse dell’intera collettività.