Passo indietro sul piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo. Lo ha reso noto l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato che ha spiegato la motivazione: “per ulteriori e necessari approfondimenti”. Nei giorni scorsi l’approvazione del Piano aveva innescato le reazioni dei sindaci e molte polemiche politiche.
Scarpinato aggiunge: “Si tratta di una scelta precisa adottata per venire concretamente incontro alle esigenze dei sindaci e delle comunità locali. Vogliamo dare ai territori l’opportunità e i tempi adeguati per esprimere al meglio le loro istanze, affinché la redazione di questo strumento strategico sia il frutto di una reale e proficua condivisione istituzionale”.
L’assessore conclude: “Questo nuovo e più ampio spazio di confronto non muta tuttavia la nostra bussola: ogni passaggio normativo continuerà a muoversi nel pieno e assoluto rispetto delle regole, mantenendo come principio saldo e irrinunciabile la massima tutela e salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio paesaggistico”.
Schifani: “bene il ritiro della proposta”
“Apprezzo la decisione dell’assessore Scarpinato, che va nella direzione auspicata da tempo da Palazzo d’Orléans. Il piano paesaggistico deve nascere dal confronto con i sindaci e le comunità locali, tenendo insieme la tutela del territorio e le esigenze di chi lo vive. Alla luce del ritiro della proposta, la riunione che avevo convocato per questo pomeriggio è annullata”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Geraci: “Ok al ritiro, i territori vanno ascoltati”
“Bene ha fatto l’assessorato regionale ai Beni culturali a ritirare il Piano paesaggistico della provincia di Palermo e a riaprire il confronto con i Comuni e con i territori. La tutela del paesaggio è fondamentale, ma non può trasformarsi in immobilismo e impedire lo sviluppo economico”. Lo afferma Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Ars.
Osserva Geraci: “La provincia di Palermo ha già pagato un prezzo enorme sul piano industriale, a partire dalla chiusura della Fiat di Termini Imerese. Non possiamo aggiungere nuovi vincoli che rischiano di frenare investimenti, occupazione e crescita. Anche le politiche del Green Deal devono essere accompagnate da equilibrio e realismo, non possiamo penalizzare le nostre imprese e contemporaneamente avvantaggiare Paesi come la Cina, che per anni hanno mantenuto livelli di emissioni molto elevati. Abbiamo davanti una grande opportunità rappresentata dal turismo”.
E conclude: “L’Italia sta consolidando la propria posizione tra le principali destinazioni europee e la Sicilia deve essere messa nelle condizioni di competere, valorizzando il proprio patrimonio senza ingessare il territorio. Adesso bisogna costruire un Piano condiviso con sindaci, categorie produttive e cittadini. Tutelare il paesaggio sì, ma senza bloccare il futuro della provincia di Palermo”.
Russo e Varchi: “Ritiro è stata scelta di buon senso”
Sulla vicenda intervengono anche il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo e la deputata dei meloniani Carolina Varchi esprimendo “Soddisfazione per il ritiro, da parte dell’assessore Scarpinato, del decreto sul Piano paesaggistico della provincia di Palermo”.
I due esponenti di FdI proseguono: “Si tratta di una scelta di buon senso e lungimiranza da parte di Scarpinato. Ci auguriamo che adesso si possa procedere con un confronto aperto, attraverso il dialogo e l’ascolto di tutte le realtà territoriali, sociali e imprenditoriali coinvolte, così da arrivare a un Piano condiviso, capace di coniugare la tutela del paesaggio con le esigenze di sviluppo degli 82 Comuni della provincia di Palermo”.
Russo e Varchi concludono: “L’obiettivo deve essere quello di arrivare a un Piano che tuteli il paesaggio e, allo stesso tempo, offra certezze a cittadini, amministratori e imprese, garantendo regole chiare e compatibili con le prospettive di sviluppo della provincia di Palermo. Il ritiro del decreto può, dunque, rappresentare l’occasione per approfondire, correggere laddove necessario e costruire un percorso partecipato”.
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