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Cittadella giudiziaria di Catania, c’è una data: ecco quando sarà pronta

Cittadella giudiziaria di Catania, c’è una data: ecco quando sarà pronta
I lavori della Cittadella giudiziaria di Catania

Nella relazione del presidente della Corte d’appello ampia evidenza anche al tema degli spazi destinati alla giustizia etnea. Restano irrisolti i nodi storici delle manutenzioni e delle competenze

CATANIA – L’inaugurazione dell’anno giudiziario, lo scorso sabato, è stata l’occasione per fare un punto anche sulla questione dell’edilizia giudiziaria, su cui – in un passaggio della sua relazione – si è soffermato il presidente facente funzioni della Corte d’appello di Catania, Giovanni Dipietro.

Edilizia giudiziaria a Catania, il nodo della “Cittadella”

A tenere banco è sempre la questione della “Cittadella”. Il nuovo palazzo che accoglierà, con vista mare, parte degli uffici oggi dislocati nel capoluogo è al centro di lavori che hanno registrato più di un ritardo.

L’appalto, affidato alla società Ingegneria Costruzioni Colombrita, ha visto lievitare i costi, fino all’attuale cifra di circa trenta milioni di euro, per via di due perizie di variante che sono state considerate necessarie per il completamento dell’opera. Un fatto questo che ha messo in discussione la qualità della progettazione, scelta a suo tempo dalla Regione al termine di un concorso di idee, che ha assegnato – come previsto in questi casi – anche premi in denaro.

Appalti, varianti e polemiche sui subappalti

Alla fine del 2025 si è poi registrata una nuova polemica, riguardante la rescissione unilaterale del contratto di subappalto tra Colombrita e una delle ditte che fanno capo alla famiglia Capizzi, di cui Giuseppe Capizzi – attuale sindaco di Maletto – è la figura pubblicamente più nota, anche per una serie di vicissitudini giudiziarie, alcune delle quali attualmente in corso.

Il termine per l’ultimazione, attualmente differito al maggio del corrente anno, difficilmente potrà essere rispettato, pur nutrendosi fiducia che l’opera possa essere completata entro i primissimi mesi del successivo anno 2027”, si legge nella relazione.

Tavolo tecnico e tempi di consegna della Cittadella giudiziaria

Il presidente della Corte d’appello poi dà una notizia: “In data 17 dicembre 2025, la Conferenza permanente ha deciso l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto (tra i vari soggetti coinvolti o comunque interessati all’opera pubblica in questione), al fine di vigilare sul rispetto dei previsti tempi di ultimazione dei lavori e di consegna della stessa opera (completa in ogni suo aspetto) all’amministrazione giudiziaria”.

Nuovi uffici giudiziari minorili a Catania

Per un appalto che si spera arrivi al traguardo, un altro che prossimamente partirà. Riguarda l’intervento di ristrutturazione dell’istituto Regina Elena di via Cifali, che è stato acquistato dal ministero della Giustizia e che sarà destinato a ospitare gli uffici giudiziari minorili del distretto.

Un fatto oltremodo positivo. L’auspicio è quello di completare le necessarie opere di ristrutturazione del detto immobile in tempi brevi”, è il commento di Dipietro.

Strutture giudiziarie obsolete e manutenzione continua

Per il resto le difficoltà sono quelle di sempre: “Anche quest’anno le prime piogge autunnali hanno messo a dura prova la tenuta strutturale degli edifici di piazza Verga e di via Crispi. E praticamente tutte le strutture giudiziarie, ormai datate nella loro costruzione e bisognose di continua manutenzione, sono esposte alle ingiurie del tempo”.

“Il personale giudiziario, i professionisti che frequentano i palazzi, l’intera città continuano a scontare l’inerzia di chi, essendovi tenuto, non ha affrontato tempestivamente l’oggettiva esigenza di dare a Catania nuove e moderne strutture giudiziarie”, si legge.

Burocrazia e ritardi negli interventi di ripristino

Tra gli esempi delle lungaggini burocratiche che stanno a monte dei ritardi negli interventi sull’edilizia, c’è l’iter per ripristinare la copertura del palazzo di piazza Verga che, nell’autunno del 2022, subì pesanti danni a causa del maltempo, al punto di rendere inagibile per mesi il terzo piano. Il valore delle opere è stato quantificato in sette milioni di euro.

“La procedura è seguita direttamente dai competenti organi ministeriali e il progetto esecutivo, già da tempo validato, attende ancora l’indizione della relativa gara d’appalto, che dovrebbe essere curata dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia-Calabria – viene ricostruito nel documento –. Nel frattempo, però, considerate le pessime condizioni del tetto in questione, la Corte d’appello ha provveduto, con fondi del ministero, a effettuare lavori (per circa 140mila euro) di copertura e di impermeabilizzazione per la messa in sicurezza dei locali sottostanti”.

Manutenzione degli immobili giudiziari e carenze strutturali

Quella delle manutenzioni è una partita storicamente in salita quando si parla di immobili del sistema giudiziario. “Affidate dalla legge del 1941 sull’ordinamento giudiziario al Comune sede dell’ufficio giudiziario – ricostruisce Dipietro –, a seguito della constatazione delle carenze gestionali e finanziarie da parte degli enti locali, tali competenze sono state trasferite, a decorrere dal primo settembre 2015, al ministero della Giustizia”.

Il ministero, anziché provvedervi direttamente, le ha in massima parte provvisoriamente delegate alle Corti di appello e ai singoli uffici giudiziari, cioè ad uffici sprovvisti (almeno in parte) di personale specialistico e, quindi, delle conoscenze tecniche necessarie.

Sicurezza sul lavoro e uffici periferici mai entrati in funzione

“Tali difficoltà di gestione sono state aggravate dall’attribuzione alla Corte di appello anche degli interventi in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, prima curati dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche – va avanti Dipietro nella relazione –. Solo nel già lontano aprile del 2022 il ministero emanò un primo decreto, che individuava e prefigurava specifici uffici periferici dell’organizzazione giudiziaria preposti a tali compiti, ma non ne prevedeva ancora l’istituzione”.

“Si dovette attendere ancora il maggio del 2023 per la determinazione delle relative piante organiche, ma, contestualmente, si preferì un nuovo rinvio all’esito del perfezionamento degli ulteriori adempimenti amministrativi necessari”.

Edilizia giudiziaria tra ritardi e attese infinite

“L’operatività di tali organi di decentramento amministrativo è – conclude il presidente facente funzioni – ancora relegata nel limbo del tempo burocratico, pur riconoscendosi, nella comunicazione del decreto ministeriale, che essi, allorquando istituiti, consentiranno di mitigare le incombenze oggi a carico degli uffici giudiziari, recuperando risorse in favore del necessario supporto all’attività giurisdizionale”.