Classi pollaio, 24 Cfu e supplentite - QdS

Classi pollaio, 24 Cfu e supplentite

Lucia Russo

Classi pollaio, 24 Cfu e supplentite

mercoledì 15 Settembre 2021 - 01:30

Al problema delle classi pollaio, si somma quello della mancanza di qualità nella didattica

“Siamo tornati in classe, è una gioia vedere le classi piene di ragazzi”. Così ha esordito il ministro Patrizio Bianchi lunedì scorso per la riapertura delle scuole. Le classi sono piene di alunni, è vero! E’ di qualche giorno fa la denuncia del preside di un’Istituto superiore di Velletri di avere dovuto formare due prime classi rispettivamente di 42 e 38 alunni. Molti degli iscritti sono stati rifiutati da altre scuole alle prese, a loro volta, con problemi di classi sovraffollate. Prime superiori dai 28 ai 30 alunni sono presenti in tutte le scuole italiane, da Catania a Imperia.

Al problema delle classi pollaio, si somma quello della mancanza di qualità nella didattica. Nella notte del 13 settembre l’Unione Degli Studenti ha organizzato un’azione di protesta davanti al ministero dell’Istruzione. “E’ necessaria una riforma totale dell’istruzione – ha dichiarato Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’organizzazione – che sappia rinnovare la didattica e immaginare un nuovo modello di scuola inclusiva che sappia trasformare la società”.

Lo stesso ministro Bianchi, intervenendo a luglio in Commissione parlamentare Infanzia e Adolescenza, sulla formazione più corretta per diventare insegnanti, ha bocciato i 24 CFU, ovvero i crediti delle discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche introdotti qualche anno fa come requisito di accesso ai concorsi a cattedra, che le Università private sono autorizzate a rilasciare dopo un corso on line che costa ben 500 euro! Eppure i 24 Cfu hanno dato punteggio agli aspiranti supplenti iscritti nelle Gps (Graduatorie provinciali supplenze) da cui proviene l’esercito di precari che Bianchi vanta di aver portato in cattedra quest’anno dal 4 settembre. Mentre nessuno parla dei docenti vincitori di concorso e assunti al Nord dalla Buona Scuola del 2015, che ancora non hanno ottenuto il trasferimento e quest’anno nemmeno l’assegnazione provvisoria, perché si è preferito piuttosto assumere precari (11.300 supplenti solo in Sicilia!) non vincitori di concorso.

Twitter: @LRussoQdS

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