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Clima, bocciati tutti i progetti del Meridione. Fondi del Mase a Roma e alle città del Nord

Clima, bocciati tutti i progetti del Meridione. Fondi del Mase a Roma e alle città del Nord
Mase – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

Tre candidature siciliane idonee, ma fuori dal programma Ue per lo sviluppo sostenibile. Il ministero ha assegnato quasi 12 milioni di euro: ecco i Comuni che riceveranno i soldi

Tre candidature idonee, ma tutte bocciate. È il bilancio con cui la Sicilia è venuta fuori dal programma di finanziamento dell’Unione europea per ciò che riguarda lo sviluppo di città intelligenti e a impatto climatico zero. Il responso, arrivato già qualche anno, è stato indirettamente rilanciato ieri dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con una nota in cui viene ricordato l’elenco delle città che sono state selezionate per ottenere il riconoscimento di Mission City Label e, soprattutto, avere la possibilità di firmare i Climate City Contract. Ovvero accordi che prevedono il finanziamento interventi nell’ottica del contenimento di cambiamenti climatici, tra sviluppo delle energie rinnovabili, misure di efficientamento energetico e progetti sulla mobilità sostenibile.

Mission City Label e Climate City Contract: il fondo da 11,8 milioni

Si parla di un fondo complessivo per l’Italia di 11,8 milioni di euro. A ognuna delle città beneficiarie – l’elenco è composto da Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma Capitale e Torino – andrà più di 1,3 milioni.

“L’iniziativa – si legge nel comunicato diffuso dal Mase – sostiene interventi che contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica attraverso azioni concrete e misurabili negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile, rafforzando il ruolo delle città come laboratori avanzati della transizione ecologica verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile”.

Il programma UE Horizon Europe e le candidature italiane

Il programma interessa cento città appartenenti all’Unione Europea oltre una dozzina di città che ricadono in Paesi associati al progetto Horizon Europe. All’ufficializzazione dell’elenco delle città assegnatarie dei fondi si è arrivati nel 2022, dopo che l’anno precedente era stato pubblicato l’avviso con cui si chiedeva alle città di manifestare l’interesse a partecipare alla selezione.

In totale a livello europeo arrivarono invece 377 candidature, 362 delle quali ritenute idonee. Dall’Italia arrivarono una quarantina di domande, tra grandi, medie e piccole città.

Le città siciliane escluse: Messina, Ragusa e Bagheria

A rappresentare la Sicilia nella lista dei pretendenti furono Messina, Ragusa e Bagheria (Palermo), mentre le altre candidature provennero da Arezzo, Assisi, Battipaglia, Bergamo, Bologna, Busto Arsizio, Campobasso, Cinisello Balsamo, Ferrara, Firenze, Genova, Giugliano, L’Aquila, Lecce, Legnano, Lucca, Messina, Milano, Novara, Parma, Pavia, Pescara, Pordenone, Prato, Ragusa, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trento, Unione dei Comuni della Romagna forlivese, Venezia.

A mancare nell’elenco degli idonei, riportato dall’elenco degli idonei pubblicato sul sito della Commissione Europea, è Padova, che invece risulta tra i beneficiari dei fondi.

L’obiettivo UE: cento città climate neutral entro il 2030

“La missione riunirà autorità locali, cittadini, imprese, investitori e organismi nazionali e regionali per realizzare cento città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030 e garantire che queste città fungano da centri di sperimentazione e innovazione per consentire a tutte le città europee di seguire l’esempio entro il 2050”, è la scommessa dell’Ue. In cambio del finanziamento, gli enti beneficiari si sono impegnate a ridurre le quantità di biossido di carbonio.

Barcellona modello virtuoso di transizione ecologica

Tra gli esempi virtuosi di città sensibili agli interventi a difesa del clima è citata Barcellona, in Spagna, dove i risultati fin qui ottenuti vengono descritti come il risultato di un connubio fatto di buona amministrazione, collaborazione con il tessuto industriale e imprenditoriale – nell’ottica di adottare politiche di sviluppo che tengono conto della necessità di contrastare le emissioni in atmosfera – partecipazione dei cittadini, condivisione delle energie rinnovabili con la costituzione di comunità energetiche e uso mirato degli introiti della tassa di soggiorno.

Italia a due velocità: il Sud resta fuori

E l’Italia? Dall’elenco dei selezionati dall’Ue emerge come a essere premiati siano stati gli impegni di realtà che si trovano da Roma in su. Nessuna città del Meridione – poche erano state d’altronde le candidature – otterrà i fondi.

La notizia già la si conosceva, ma con le conseguenze del ciclone Harry sotto gli occhi di tutti, danni stimati per più miliardi di euro e una ricostruzione che richiederà inevitabilmente tempo – nonostante le promesse della politica a tutti i livelli – il comunicato del Mase serve a ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, come il nostro sia un Paese a due velocità. Con il Sud che arranca, che spesso sembra non sapersi aiutare da sé, ma che inevitabilmente appare una volta di più dimenticato.