Roma, 20 gen. (askanews) – Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Facendo valere per qualunque paese voglia esportare in Ue le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa. E attuare più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.
Per Coldiretti “la deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica”.
Coldiretti chiede anche “trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione” e ribadisce che “il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo”.
Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti “proseguirà senza sosta – ribadisce la confederazione agricola – finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea”.
“Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia – conclude Prandini – continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea”.

