Roma, 18 giu. (askanews) – L’accordo di libero scambio con la Thailandia rischia di affossare definitivamente le risaie tricolori, aggiungendo ulteriori facilitazioni all’ingresso di prodotto straniero in una situazione che vede già il 60% del riso estero entrare in Italia a dazio agevolato, con effetti drammatici per le aziende nazionali. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti e Filiera Italia in una lettera indirizzata ai Commissari Europei al Commercio, Maros Sefcovic, e all’Agricoltura, Cristophe Hansen, in merito al negoziato in corso tra l’Ue e il Paese asiatico che potrebbe concludersi entro l’anno.
“Le nostre aziende agricole – si legge nella missiva – vivono una fase di drammatica criticità, caratterizzata dal crollo dei prezzi all’origine, con cali strutturali che superano il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e dalla pressione insostenibile delle importazioni da Paesi terzi. L’accesso preferenziale al mercato europeo già concesso a dazio zero ad altre nazioni, come Cambogia e Birmania, attraverso regimi come l’Everything But Arms (EBA) ha dimostrato quanto l’apertura indiscriminata possa destabilizzare il mercato interno, erodendo la redditività dei produttori europei e mettendo a rischio la tenuta della filiera.
In questo quadro già estremamente fragile, il potenziale impatto del mercato thailandese rischierebbe di sferrare il colpo di grazia al settore, anche in considerazione del fatto che il Paese asiatico è già il terzo importatore di riso in Italia.
“Parliamo – spiegano Coldiretti e Filiera Italia – di uno dei giganti mondiali del mercato del riso, con produzioni superiori ai 30 milioni di tonnellate e un potenziale di 8 milioni di tonnellate di esportazioni annue ottenute con standard ambientali, sociali, fitosanitari e di sicurezza alimentare nettamente inferiori a quelli europei. La concessione anche di quantità minime di importazioni a dazio agevolato avrebbero effetti devastanti sul comparto produttivo europeo e in primis italiano in quanto si andrebbero a sommare alle concessioni già riconosciute attraverso altri accordi commerciali – come il Mercosur.
Coldiretti e Filiera Italia chiedono dunque che il riso venga formalmente riconosciuto come “prodotto sensibile” e venga totalmente escluso dall’ambito di liberalizzazione e da qualsiasi concessione tariffaria nel quadro dell’accordo Fta tra Ue e Thailandia. Una richiesta fatta propria dall’Italia in sede di condivisione negoziale.

