Roma, 25 feb. (askanews) – Otto imprese agricole su 10 sono disponibili a investire in innovazione. Una propensione significativa che, tuttavia, richiede strumenti pubblici semplici, accessibili e capaci di accompagnare concretamente le aziende nel percorso di modernizzazione. Per rispondere a questa esigenza Coldiretti, intervenuta questa mattina all’evento dell’Osservatorio Smart Agrifood 2026 al Politecnico di Milano, ha portato all’attenzione il forte interesse delle imprese agricole verso l’innovazione presentando il nuovo Polo digitale a supporto della transizione tecnologica del settore nato con l’obiettivo di sostenere l’alfabetizzazione tecnologica delle imprese e rafforzarne la competitività, a partire dal contenimento dei costi di produzione e dalla tutela del reddito agricolo.
“Nell’ultimo anno – ha spiegato Alessandro Apolito, capo area innovazione e digitalizzazione di Coldiretti – è stato realizzato un censimento digitale che ha coinvolto oltre 10.000 aziende, consentendo di raccogliere dati puntuali sulle caratteristiche produttive e sui fabbisogni tecnologici. Sulla base di queste informazioni è stata sviluppata una piattaforma di orientamento che illustra, tecnologia per tecnologia e in relazione alle diverse filiere, le soluzioni più efficaci da adottare. Parallelamente sono stati formati 800 operatori su tutto il territorio nazionale ed è stato costituito un gruppo di facilitatori, giovani esperti in agricoltura di precisione e digitale, incaricati di affiancare le imprese nelle scelte operative”.
Dal censimento di Coldiretti è emerso che la digitalizzazione non è legata a un fattore anagrafico: accanto ai giovani imprenditori, naturalmente predisposti all’uso delle tecnologie, anche le generazioni più mature mostrano apertura all’innovazione e capacità di investimento, spesso sostenute da una maggiore solidità economica. “Un segnale – conclude – che conferma come la transizione digitale possa rappresentare un’opportunità diffusa per l’intero sistema agricolo, se accompagnata da competenze, professionalità e adeguato supporto istituzionale”.

