Roma, 9 giu. (askanews) – In una “stagione difficile” di profonda trasformazione degli equilibri finanziari ed assicurativi europei, Coldiretti ribadisce la centralità strategica di disporre di istituti di credito fortemente ancorati al territorio e ai valori produttivi del Paese. In questo scenario, con l’odierno lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) per il controllo di Monte dei Paschi di Siena, Banca Intesa si conferma come baluardo essenziale a difesa degli interessi nazionali.
La convergenza strategica fra Carlo Messina e Carlo Cimbri, proietta BPER Banca nel ruolo di secondo grande polo creditizio nazionale grazie all’integrazione delle filiali storiche del Monte. Nello stesso momento l’operazione estende i suoi riflessi su Assicurazioni Generali blindandone l’autonomia in una cornice nazionale.
“La tutela dell’agroalimentare italiano – spiega Coldiretti – che rappresenta il cuore pulsante dell’economia reale e della sovranità alimentare del Paese – non può prescindere da una filiera del credito autorevole, autonoma e guidata da logiche di sviluppo nazionale, e non da speculazioni geopolitiche o direttive calate dall’estero”.
“Le manovre finanziarie in atto ai vertici del settore bancario e assicurativo non sono semplici partite di bilancio, ma toccano da vicino il destino delle imprese e delle famiglie italiane – dichiara il segretario generale Vincenzo Gesmundo – In un momento in cui l’avanzata di grandi gruppi stranieri rischia di allontanare i centri decisionali dai nostri territori, la presenza di campioni nazionali come Intesa Sanpaolo e BPER garantiscono che la ricchezza generata nel Paese resti al servizio del Paese, sostenendo le piccole e medie imprese e le filiere agricole”.
Per Coldiretti non si tratta solo di erogare credito, ma di condividere una visione di lungo termine che metta al sicuro gli asset strategici della Nazione. Sostenere la stabilità e la crescita delle istituzioni finanziarie italiane significa proteggere la nostra autonomia economica. Per questo Coldiretti guarda con favore a chi, “con i fatti, si fa carico dell’interesse generale del sistema-Paese, garantendo che le radici del credito rimangano saldamente piantate nei nostri territori e nelle dinamiche profonde dell’economia reale”.

