Roma, 7 mag. (askanews) – La crisi di Hormuz ha fatto salire alle stelle i costi dei fertilizzanti come l’urea che è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio di un anno fa (+85%), mentre nello stesso periodo il nitrato ammonico è passato da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati camerali, diffusa in occasione del vertice a Roma del Gruppo dei Paesi del Mediterraneo dell’Unione Europea, Med9, presieduto dal vicepremier e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani.
Secondo una stima della Fao – ricorda Coldiretti – la chiusura di Hormuz ha ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, mettendo a rischio la produttività agricola.
L’aumento incontrollato dei concimi, unito a quelli sul gasolio agricolo e degli altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta impattando pesantemente sulle aziende agricole italiane mettendo a rischio la produzione alimentare e rendendo necessarie urgenti misure a livello europeo per contrastare la crisi.
Il pericolo è un calo della disponibilità di prodotto che potrebbe arrivare a favorire fenomeni di delocalizzazione. Purtroppo l’Ue continua ad apparire molto distratta e molto in ritardo – conclude Coldiretti – nel seguire le esigenze che vivono oggi i coltivatori europei che debbono produrre cibo sicuro e di qualità per tutti i cittadini del continente.

