Roma, 19 feb. (askanews) – Un italiano su quattro ha acquistato o assaggiato almeno una volta un fiore edulo, che dai piatti degli chef stellati stanno conquistando le tavole di tutti i giorni, tra freschi, essiccati o addirittura trasformati in cocktail. L’analisi viene da una ricerca realizzata da Assofloro con le Università di Napoli Federico II, Università di Milano e Università di Verona assieme a Coldiretti, al centro di un focus organizzato a Myplant&Garden, la più importante fiera del settore in corso alla Fiera di Milano Rho.
In Italia la produzione di fiori eduli vale circa 7 milioni di euro, coprendo il 20% del totale europeo. Le principali regioni produttrici sono Puglia, Campania, Veneto, Toscana e la Liguria.
Esistono circa 1600 tipologie di questi prodotti, tutti caratterizzati da un elevato valore salutistico: sono infatti poveri di grassi e ricchi di sostanze nutritive come minerali, proteine e vitamine (A, B, C ed E), oltre a fibra, composti bioattivi e antiossidanti quali flavonoidi e carotenoidi. Si va dalle margherite alle petunie, dalle viole alle begonie, dalle calendule alle rose, fino a bocche di leone, gerani, nasturzi, primule.
Le proprietà salutistiche e green rappresentano uno dei punti di forza di questo prodotto. I fiori eduli sono infatti genuini, privi di additivi e coloranti, oltre che coltivati in filiera corta secondo il metodo biologico o comunque senza l’utilizzo di prodotti fitosanitari.
La loro popolarità è cresciuta – rileva Coldiretti – anche grazie a programmi tv di cucina e influencer del food, alla ristorazione gourmet e degli agriturismi, alle esperienze turistiche legate alla cucina naturale o ai fiori. Nelle ricette casalinghe si usano crudi aggiunti a insalate, piatti freddi, formaggi freschi, tartare e carpacci di pesce, mentre in pasticceria servono principalmente per le decorazioni. Nella ristorazione si semiappassiscono per salse, liquori o aromi originali, marmellate, essenze o inserti in olio per aromatizzare.
Le maggiori coltivazioni sono effettuate in serra e fuori suolo; l’irrigazione avviene tramite il metodo a goccia per evitare di rovinare i fiori bagnandoli; la raccolta si svolge manualmente da personale altamente formato e qualificato; la conservazione richiede luoghi al fresco; la distribuzione dei fiori avviene entro pochi giorni dalla raccolta. Alcune aziende stanno commercializzando anche all’estero e nella grande distribuzione, grazie a determinati sistemi di trasformazione del prodotto fresco in essiccato, che permettono di allungare la loro conservazione e le modalità di utilizzo.

