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Coldiretti: prezzo olio -50% in un anno, i conti non tornano

Coldiretti: prezzo olio -50% in un anno, i conti non tornano

Aumentare ispezioni e fermare frodi sull’origine del prodotto

Roma, 10 giu. (askanews) – Aumentare le ispezioni sull’olio e fermare le frodi sull’origine con controlli innovativi, risonanza magnetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto, devono essere utilizzabili come prove in giudizio. Applicare sempre la legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto il costo di produzione. Sono alcune delle richieste di Coldiretti, che oggi ha fatto una serie di manifestazioni-blitz in 13 capoluoghi di regione italiani, contenute nel documento consegnato ai prefetti.

Tra le richieste anche vietare la miscelazione di olio d’oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che per magia diventano extravergine. Necessaria la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità completa del prodotto e serve anche sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero, ulteriore fonte di frodi.

Coldiretti sottolinea come, per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva, nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. “I conti non tornano – sottolinea Coldiretti – perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti”.