Roma, 9 feb. (askanews) – La crisi del comparto lattiero-caseario pugliese è arrivata al punto di rottura con prezzi del latte troppo bassi, costi di produzione fuori controllo e aziende, soprattutto piccole e medie, che non riescono più a reggere, una situazione che non consente ulteriori rinvii e che richiede risposte rapide a livello regionale. È questo il quadro emerso durante il Tavolo Latte convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura Paolicelli, su sollecitazione di Coldiretti Puglia, per individuare misure concrete a sostegno delle imprese.
L’assessore Paolicelli ha annunciato che al prossimo Tavolo latte saranno convocati anche i trasformatori, per garantire il pieno coinvolgimento di tutte le componenti della filiera e favorire un confronto diretto e responsabile tra produzione e industria di trasformazione.
Coldiretti Puglia ha inoltre stigmatizzato ogni modifica unilaterale dei contratti e ogni pratica commerciale sleale lungo la filiera, comportamenti vietati dal decreto legislativo 198/2021 che recepisce la direttiva europea contro le pratiche sleali, e che non possono essere tollerati perché scaricano i costi della crisi sugli allevatori e mettono a rischio la sopravvivenza delle stalle. In questo percorso rientra anche il necessario rafforzamento della promozione delle produzioni lattiero-casearie DOP e IGP pugliesi, leva strategica per valorizzare il latte locale e riconoscere il giusto valore economico alla qualità.
Allo stesso modo, insiste Coldiretti Puglia, deve essere incentivato l’utilizzo del marchio regionale “Prodotti di Qualità Puglia” da parte dei caseifici che impiegano esclusivamente latte pugliese, come strumento di trasparenza verso i consumatori e di riconoscibilità del vero prodotto del territorio.
“Le imprese zootecniche non possono continuare a lavorare con margini azzerati o addirittura in perdita,” afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo. “Serve un vero patto di filiera con contratti chiari, prezzi giusti e tutele concrete. Non sono più accettabili scuse o manovre speculative legate al prezzo del Nord che finiscono per penalizzare chi produce latte di qualità ogni giorno. Coldiretti è pronta a fare la propria parte insieme alla Regione per uscire da questa crisi e difendere il Made in Italy”. Senza una remunerazione adeguata è a rischio la continuità produttiva di un settore strategico.
Nel dicembre 2025, al tavolo nazionale del settore lattiero-caseario convocato dal ministero dell’Agricoltura, è stato individuato un prezzo indicativo del latte alla stalla di circa 0,54 euro al litro al Nord. Un valore che rappresenta un riferimento generale per le contrattazioni nel resto d’Italia, ma che non può trasformarsi in una giustificazione per ignorare le differenze territoriali. In Puglia, infatti, i costi di produzione sono strutturalmente più elevati per dimensioni aziendali, costo del lavoro e alimentazione animale e il prezzo sostenibile per garantire la sopravvivenza delle aziende dovrebbe attestarsi tra 0,58 e 0,59 euro al litro.

