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Coldiretti Puglia: latte in nostre stalle sotto costi produzione

Coldiretti Puglia: latte in nostre stalle sotto costi produzione

Per rincari energetici e aumento prezzo mangimi

Roma, 30 mar. (askanews) – La guerra in Iran sta provocando aumenti fino al 40% dei costi energetici e dei fattori di produzione agricola con rincari su energia, carburanti, mangimi e fertilizzanti che mettono sotto pressione le aziende zootecniche già fragili e si riflettono direttamente sul prezzo del latte in stalla dove le spese operative crescono più del riconoscimento agli allevatori rendendo sempre più difficile coprire i costi reali delle stalle pugliesi.

Lo scenario di emergenza è stato al centro dell’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, nel corso del quale Coldiretti Puglia ha ribadito, la necessità di garantire prezzi equi agli allevatori, contratti trasparenti e il pieno riconoscimento delle specificità produttive del territorio pugliese.

L’accordo nazionale siglato al Nord prevede un riferimento di 47 centesimi al litro, con una maggiorazione per le regioni del Sud, oltre a premi legati alla qualità e all’Iva. L’intesa include anche il ritiro delle disdette contrattuali e un meccanismo per cui eventuali eccedenze di latte conferito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente vengono pagate al prezzo del latte spot, con controlli affidati all’Icqrf per evitare fenomeni speculativi.

Nonostante questi elementi, il prezzo resta insufficiente per le aziende pugliesi, dove i costi di produzione sono più elevati a causa della struttura aziendale, della gestione della manodopera e dell’alimentazione degli animali, aggravati ulteriormente dai rincari legati alla guerra in Iran. Secondo le stime, per coprire le spese e assicurare un margine minimo agli allevatori, il prezzo dovrebbe attestarsi tra 0,58 e 0,59 euro al litro.

“La guerra in Iran sta provocando aumenti fino al 40% dei costi energetici e dei fattori di produzione agricola con rincari su energia, carburanti, mangimi e fertilizzanti che mettono sotto pressione le aziende zootecniche già fragili e si riflettono direttamente sul prezzo del latte in stalla dove le spese operative crescono più del riconoscimento agli allevatori rendendo sempre più difficile coprire i costi reali delle stalle pugliesi”, spiega Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

“La conseguenza di questa pressione sui costi è una progressiva erosione del tessuto produttivo: dal 2020 al 30 giugno 2025 in Puglia hanno chiuso 209 stalle di bovini da latte. Il prezzo del latte non può scendere sotto i costi di produzione -aggiunge Piccioni – mentre lungo la filiera esistono margini che possono essere redistribuiti per garantire un giusto reddito agli allevatori senza penalizzare i consumatori. Il riconoscimento di un prezzo equo è fondamentale per garantire la sopravvivenza delle stalle pugliesi e la continuità produttiva del comparto. Gli elementi introdotti dall’accordo rappresentano un primo passo, ma è necessario rafforzare il sistema dei contratti, rendere strutturali le tutele per gli allevatori e contrastare con decisione le pratiche sleali che comprimono i margini delle imprese”, conclude Piccioni.