Commercializzazione miele, progetti in partenza - QdS

Commercializzazione miele, progetti in partenza

Michele Giuliano

Commercializzazione miele, progetti in partenza

venerdì 25 Settembre 2020 - 00:00
Commercializzazione miele, progetti in partenza

Entra nel vivo la “campagna 2019-2020” in Sicilia: 109 i progetti finanziati dal governo. Ma i fondi sono insufficienti. Saranno spesi in varie misure poco più di 600 mila euro per la penetrazione nei mercati nazionale e internazionale. Giovanni Caronia, presidente dell'Aras (Associazione apicoltori siciliani): “Contiamo circa 1.400 apicoltori tra professionisti e hobbisty. Dunque è facile farsi i conti, questi fondi sono una vera miseria”

PALERMO – Una spinta per la produzione apicola, per aiutare e stimolare le imprese che lavorano nel campo che vogliano evolvere e crescere, in un settore che presenta grandi potenzialità sul medio e lungo periodo, in grado di portare nuova linfa e vigore dal punto di vista economico.

Una innovazione che va nella direzione della produzione sostenibile in difesa dell’ambiente. È stato pubblicato dalla Regione Siciliana l’elenco delle 109 istanze finanziabili del bando per la realizzazione di azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele-Campagna 2019/2020, a firma del Capo Dipartimento delle Politiche Agricole Europee e Internazionali e dello Sviluppo Rurale del Mipaaf, che ha assegnato per il sottoprogramma della Regione Siciliana l’importo di 613.248,53 euro. Sono 4 le istanze ritenute non ricevibili, perché in tutti i casi la documentazione allegata alla domanda di partecipazione è priva della scheda di validazione del fascicolo aziendale, mentre 6 istanze non sono state ammesse a finanziamento perché i prodotti da acquistare indicati non rientravano nelle categorie finanziabili, ma sono da considerarsi “materiale di consumo”.

Il budget è stato aumentato di circa 100 mila euro in più della cifra messa a disposizione lo scorso anno per sviluppare la produzione apicola, migliorandola sia in termini quantitativi che qualitativi. Si tratta di un comparto di nicchia che mostra però grandi potenzialità e possibilità di sviluppo, che può rappresentare una valida risorsa economica.

Hanno potuto partecipare al bando “i singoli apicoltori o imprese in regola con gli obblighi di identificazione e registrazione degli apiari e degli alveari, le organizzazioni, associazioni, unioni di produttori, consorzi del settore apistico, enti e centri di ricerca siano essi pubblici o privati” che abbiano, comunque, sede legale sul territorio siciliano.

Le possibilità di utilizzo dei fondi sono molteplici: lo svolgimento di corsi di aggiornamento, che tratteranno le tematiche dell’allevamento di api, della produzione, della commercializzazione e della qualità dei prodotti dell’alveare. Saranno finanziati anche seminari tematici organizzati per trattare argomenti di particolare interesse e attualità, utili per la divulgazione dei risultati di ricerca ottenuti negli ultimi due anni e per la trattazione delle principali problematiche relative al settore apistico, in modo da convogliare il più possibile le nuove conoscenze agli addetti ai lavori.

Sempre nel campo della comunicazione, è possibile utilizzare i fondi per la realizzazione di siti web per i beneficiari che non ne dispongono, l’aggiornamento e gestione del sito web istituzionale, l’editing e divulgazione di pubblicazioni, testi informativi e divulgativi in formato multimediale. Sarà possibile, ancora, essere supportati da tecnici con esperienza comprovata nel settore apistico, sia in azienda che a sportello, per la risoluzione di problematiche sia ordinarie che straordinarie.

I beneficiari potranno decidere, ancora, di acquistare arnie con fondo a rete, o spendere i farmaci veterinari per la sterilizzazione delle attrezzature apistiche. Per coloro i quali praticano il nomadismo, sarà possibile acquistare macchine, attrezzature e materiali vari specifici, in particolare le gru per la movimentazione delle arnie. In ultimo, i fondi possono essere utilizzati per acquistare sciami e api regine.

Nonostante l’aumento dei fondi per questa misura, gli addetti ai lavori esprimono perplessità: “La Sicilia – afferma Giovanni Caronia, presidente dell’Aras (associazione apicoltori siciliani) e membro del direttivo Unaapi Italia (unione associazione apicoltori italiani) – è la seconda regione a livello nazionale per numero di alveari. Contiamo circa 1.400 apicoltori tra professionisti e hobbysti. Dunque è facile farsi i conti, questi fondi sono una vera miseria. Oltretutto solo una minima parte è affidata alle associazioni per portare avanti le campagne informative e sopratutto formative, che alla fine sono quelle che fanno la differenza per un prodotto di qualità. A nostro avviso serve più formazione anzitutto per creare le condizioni per una conoscenza approfondita del mestiere; senza dimenticare che purtroppo il nostro settore, come qualsiasi altro, è soggetto a frodi e pratiche scorrette. Da considerare che in Sicilia si tiene nel corso dell’anno un solo corso di formazione a Catania. davvero troppo poco”.

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