Commissione Paritetica, via libera al disavanzo della Sicilia spalmato in dieci anni - QdS

Commissione Paritetica, via libera al disavanzo della Sicilia spalmato in dieci anni

Pietro Crisafulli

Commissione Paritetica, via libera al disavanzo della Sicilia spalmato in dieci anni

venerdì 14 Giugno 2019 - 17:27
Commissione Paritetica, via libera al disavanzo della Sicilia spalmato in dieci anni

La Stato-Regione ha approvato la delibera che consente di frazionare il residuo di circa cinquecento milioni di euro e che, dopo il vaglio delle Sezioni riunite della Corte dei conti per il parere, arriverà in Consiglio dei ministri per l'ok definitivo. Via libera anche all'attuazione del decreto legge 118 sull'armonizzazione contabile in base allo statuto autonomistico, all'introduzione dei revisori dei conti per la Regione, all'abolizione del controllo preventivo degli atti della programmazione europea e alle norme di contabilità giudiziaria. Armao "La tenuta dei conti è una priorità assoluta del governo Musumeci"

La Commissione paritetica Stato-Regione ha approvato la delibera che consente alla Sicilia di spalmare in dieci anni sui propri bilanci il residuo del disavanzo di circa cinquecento milioni di euro.

Via libera anche ad Armonizzazione contabile e revisori regionali

Via libera anche all’attuazione del decreto legge 118 sull’Armonizzazione contabile in base allo statuto autonomistico, all’introduzione dei revisori dei conti per la Regione, all’abolizione del controllo preventivo degli atti della programmazione europea e alle norme di contabilità giudiziaria.

La delibera sarà trasmessa alle Sezioni riunite della Corte dei conti per il parere, quindi arriverà in Consiglio dei ministri per l’approvazione.

Via libera anche all’attuazione del decreto legge 118 sull’armonizzazione contabile in base allo statuto autonomistico, all’introduzione dei revisori dei conti per la Regione, all’abolizione del controllo preventivo degli atti della programmazione europea e alle norme di contabilità giudiziaria.

Il “miracolo” di Armao

Appena tre giorni fa il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Gaetano Armao, presentando ai giornalisti l’esito del lavoro della Commissione di studio da lui istituita sulle cause del buco del bilancio regionale, aveva rivelato che “il maggiore disavanzo dell’esercizio finanziario 2017 rideterminato dalla Corte dei Conti è di un miliardo e 955 milioni e di queste somme, circa un miliardo e 600 milioni sarà ripianato in trent’anni, la rimanente somma, insieme al disavanzo frutto della gestione del 2017, che è di 189 milioni, sarà spalmata in un periodo che va dai quattro ai dieci anni”.

E così è stato.

La Commissione d’indagine

La Commissione d’indagine, i cui componenti, tutti esterni all’amministrazione, hanno svolto l’incarico a titolo gratuito, è stata presieduta da Giovanni Sapienza, già direttore generale del dipartimento del Bilancio e costituita da: Esmeralda Bucalo, docente di diritto costituzionale dell’Università di Palermo, Riccardo Compagnino, commercialista e da Raffaele Mazzeo, commercialista, esperto in controllo dei conti pubblici.

Senza entrare nel merito delle responsabilità individuali del passato la Commissione ha stilato una approfondita spiegazione sulle ragioni che hanno portato, tra il 2015 e il 2017, all’enorme disavanzo, di oltre due miliardi e cento milioni di euro tra entrate e uscite, maturato dalla nostra Regione.

Fra le cause principali, aveva spiegato tre giorni fa il presidente della commissione Giovanni Sapienza, ci sono “la cancellazione nel 2015 di residui attivi inesigibili per cinque miliardi 321 milioni e la rimodulazione di altri residui attivi per cinque miliardi 474 milioni, per un totale di dieci miliardi 795 milioni. E altri residui attivi sono stati eliminati nel 2017 per 648 milioni anch’essi ritenuti inesigibili dagli uffici competenti”.

Ci sarebbero inoltre “minori accertamenti di entrate (fondi regionali) rispetto alle previsioni e minori residui attivi, non adeguatamente controbilanciati da economie di spesa, con un effetto netto: nel 2015 di -4.136 milioni, di cui -2.446 milioni per tributi Irpef, Ires e Iva; nel 2016 di 93 milioni, nel 2017 di -187 milioni”.

Riguardo agli accordi con lo Stato, l’opinione espressa nei giorni scorsi dalla commissione è che i “riflessi combinati degli accordi con lo Stato e del concorso alla finanza pubblica, al 31 dicembre 2017” avrebbero avuto un “effetto complessivo netto sul bilancio nel periodo 2012-2020” di meno due miliardi e 849 milioni di euro.

Respirano i conti della Sicilia

La spalmatura in dieci anni non solo fa respirare i conti della Sicilia ma consente anche di sbloccare le somme congelate nel bilancio regionale: dai fondi per i trasporti a quelli per i precari.

Già lo scorso 16 aprile Armao, intervenendo davanti all’Assemblea regionale siciliana, aveva spiegato che il Ministero dell’Economia, facendo leva su una recente sentenza della Corte costituzionale, non intendeva concedere alla Regione la possibilità di spalmare il disavanzo in trent’anni, sottolineando come ci fosse il rischio di doverlo fare nell’arco dell’attuale legislatura.

Secondo Armao “La tenuta dei conti è una priorità assoluta del governo Musumeci, perché dei conti in regola rendono il bilancio sostenibile e capace di sviluppare quegli asset di investimento senza i quali la Sicilia non può crescere”.

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