CATANIA – L’anno zero dal post default. È un anno importante dal punto di vista della tenuta finanziaria del Comune di Catania, il 2026 appena iniziato, di fatto il primo dalla chiusura della procedura di dissesto che ha condannato Palazzo degli Elefanti a stringere la cinghia ben oltre i cinque anni previsti e che, se possibile, potrebbe essere ancor più delicato dei precedenti. Parola di Giuseppe Marletta, assessore della Giunta guidata da Enrico Trantino, con deleghe al Bilancio e alle Partecipate.
Comune di Catania dopo il dissesto: il 2026 anno chiave
“Questo sarà un anno importante perché il 2025 è stato l’anno in cui siamo formalmente usciti dal dissesto, però, come tante volte detto, la chiusura della procedura comporta il momento più delicato – afferma -, perché tutti i debiti che l’organismo straordinario di liquidazione non è riuscito a transigere, sono rientrati nel bilancio ordinario”. Si tratta di circa 149 milioni di euro legati a proposte transattive che non sono state accettate, “cifra per la quale abbiamo accantonato la metà circa” – assicura l’assessore. Inoltre, aggiunge il rappresentante della Giunta, “c’era un contenzioso non chiuso in quanto pendente e l’Osl non ha fatto neanche proposte transattive. Insomma, una serie di presunti debiti per cui, non essendo stati certificati e non essendo stati accettati come tali dalla commissione, non è escluso che qualcuno possa farsi avanti”.
Debiti, accantonamenti e bilancio ordinario
Una condizione prima latente, per via dell’attività dell’Osl, ma oggi divenuta a gestione ordinaria. “Ed è il momento più delicato – insiste Marletta -. Noi, in chiusura d’anno, abbiamo provveduto a pagare una parte dei debiti, il più grosso che avevamo con Banca Sistema, grazie al contributo che ci ha dato lo Stato e che noi riteniamo sia a fondo perduto – continua -. E abbiamo immaginato tutta una serie di accantonamenti che serviranno a questo. Insomma, immaginiamo nel 2026 di riuscire a chiudere tutte le partite, quelle più grosse, per lo meno quelle note. Il rischio che ne possano sorgere delle altre sussiste e non lo possiamo valutare adesso, ma il grosso lo abbiamo liquidato e abbiamo previsto una serie di accantonamenti proprio per sterilizzare anche le ipotesi peggiori”.
Una situazione che “ha chiaramente comportato una chiusura del Rendiconto in disavanzo – evidenzia l’assessore – ma questo, come detto, è dovuto alla retrocessione dei debiti che, per il primo anno, impattano sui nostri conti finanziari”.
Entrate comunali e trasferimenti da Stato e Regione
Un anno delicato per affrontare il quale il Comune punta su maggiori entrate, ma anche su contributi e trasferimenti da Stato e Regione, in particolare per quel che riguarda i capitoli legati ai Servizi sociali.
“Le entrate, seppur non di molto, aumentano leggermente perché stiamo migliorando la riscossione dei tributi, stiamo lavorando molto sugli uffici che riscuotono, ad esempio Polizia municipale, Urbanistica, Attività produttive o la direzione Cultura e turismo, con l’aumento dell’imposta di soggiorno – afferma Marletta. Pensiamo di migliorare le nostre performance per quel che riguarda questi settori. Dall’altro lato, chiaramente, ci aspettiamo che sia Stato che Regione ci mettano in condizioni di avere maggiori risorse in settori come i Servizi sociali, ad esempio, o nelle spese per servizi obbligatori che noi dobbiamo affrontare con dispendio di risorse”.
Società partecipate e gestione del servizio idrico
Il 2026 sarà un anno importante anche per quel che riguarda le società partecipate, in particolare la Sidra che dovrebbe cedere i servizi al nuovo soggetto Sie. “Sulle partecipate dovrebbe essere l’anno del passaggio della gestione del servizio idrico integrato dalla nostra società Sidra alla società pubblico – privata Sie, anche se non abbiamo contezza di quando accadrà – dice Marletta -. Questo determinerà scelte importanti che, fino a quando non accadrà, noi non sappiamo ancora come gestire”.
“Stiamo lavorando perché il servizio delle cosiddette acque industriali possa rimanere in capo a Sidra”, precisa ancora.
Catania Multiservizi e ottimizzazione delle risorse
Prima di parlare di un’altra partecipata, Catania Multiservizi. “Abbiamo firmato il contratto di servizio e stiamo lavorando su tutte le società con l’obiettivo di ottimizzare le risorse che nascono e che possono essere necessarie per i servizi da rendere alla città”, conclude.

