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Aria di cambiamento al Comune di Palermo, Bonanno e Raja verso l’addio alla DC

Aria di cambiamento al Comune di Palermo, Bonanno e Raja verso l’addio alla DC
Domenico Bonanno, capogruppo Democrazia Cristiana al Consiglio comunale di Palermo

Cambi all’interno del Consiglio Comunale di Palermo: il capogruppo Domenico Bonanno e la consigliera Viviana Raja sono pronti a lasciare la Democrazia Cristiana. Questa mattinata si è tenuto un vertice dove sembra essere stato deciso il futuro della Dc all’interno del Comune di Palermo dove sarebbe stata annunciata la decisione di Bonanno e Raja. Il comunicato ufficiale è atteso la prossima settimana.

Non è ancora chiaro il loro futuro: da un lato la possibilità di andare al gruppo Misto, dall’altro la corte di qualche partito del centrodestra. Fratelli d’Italia su tutti.

Non solo Bonanno e Raja, altri addi in Democrazia Cristiana

La Dc rischia di perdere altri due componenti, oltre Bonanno e Raja: si tratta di Natale Puma e Salvatore Di Maggio, accostati nei giorni scorsi ad un possibile ritorno fra i ranghi di Forza Italia. Incertezza anche la situazione per Giovanna Rappa e Salvo Imperiale: la prima è stata accostata più volte a MpA, ovvero fra le fila del sindaco Roberto Lagalla. Attenzione, però, alla posizione in Giunta di Giuliano Forzinetti, unico alfiere democristiano dell’amministrazione Lagalla e il cui futuro è legato, inevitabilmente, all’evoluzione della Dc all’interno del Comune di Palermo: ecco perché alla fine sia Rappa che Imperiale alla fine potrebbero rimane democristiani.

Futuro Dc alla Regione, incontro con Schifani

Sembra più sereno invece il clima fra i deputati regionali della Democrazia Cristiana e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani dopo l’incontro avuto martedì pomeriggio. “L’incontro – si legge in una nota – si è svolto in un clima di grande apertura e collaborazione, caratterizzato da un positivo spirito di dialogo e di reciproca disponibilità. Durante la riunione è stata condivisa la volontà di continuare a lavorare insieme con impegno e responsabilità”.

La nota della Dc chiude: “Nelle prossime ore, d’intesa con il presidente Schifani, verranno assunte le decisioni relative ai prossimi passi da intraprendere”.

Schifani apre su Economia e Salute nel rimpasto della giunta

Intanto a Palermo si discute di revisione generale degli accordi elettorali. Un filo sottile sta avvolgendo in una confusa matassa il Parlamento siciliano ed il governo che conta ormai le ore prima del rimpasto di giunta. Gli ultimi rilevamenti demoscopici hanno consegnato anche in Sicilia il partito della premier quale indiscusso maggiore azionista del centrodestra.

Equilibri variabili in giunta

Forza Italia, nell’Isola forte sin dalla nascita, sta perdendo terreno e questo causa due effetti su tutti gli altri: nel partito è in discussione la leadership siciliana; Fratelli d’Italia può voler avanzare maggiori pretese già nel corso di questa legislatura. In mezzo ai due big della coalizione di centrodestra in Sicilia c’é il caso della Democrazia Cristiana. Un partito che all’Assemblea regionale conta ben sette deputati. Più della Lega, più degli autonomisti di Mpa pur allargati al progetto Grande Sicilia.

Il nodo delle deleghe ai tecnici Dagnino e Faraoni

“Non escludo modifiche anche per quanto riguarda il mio partito, dove c’è un dibattito sugli assessori tecnici”, ha detto Schifani riferendosi ai malumori interni per le nomine di diretta fiducia del presidente della Regione su Sanità ed Economia. Il presidente ha ricordato “che ci sono persone che stanno lavorando e non credo sia bello sentire parlare di sostituzioni”, ma smorzato il clamore ha anche affermato che quello degli assessori Daniela Faraoni ed Alessandro Dagnino “è un tema che verrà affrontato dal sottoscritto senza nessuna preclusione”.

Si attende la decisone del giudice su Amata

“Ci sono due posti vacanti dovuti all’estromissione da parte mia della Dc – dice Schifani – che non vedo l’ora di poter coprire con assessori titolari che si possano dedicare a tempo pieno”. Poi ci sono i nodi dei due assessori tecnici in quota Schifani e non del partito, i desiderata di Fratelli d’Italia in giunta – con in sospeso la decisione del giudice, che dovrebbe arrivare domani, sul rinvio a giudizio di Elvira Amata con conseguente sostituzione anche all’Assessorato al Turismo – e la nascita di un nuovo soggetto politico al centro della coalizione di governo che dovrebbe ereditare il patrimonio della Democrazia Cristiana. Un nuovo soggetto, oppure un progetto politico di aggregazione di partiti locali, che si scontra con rapporti non entusiasmanti all’interno della stessa maggioranza ed anche qualche timore verso un allargamento tale da ribaltare gli equilibri di giunta forniti dalle urne nel 2022.

Schifani: “Rimpasto non può durare quattro-cinque mesi”

A margine della conferenza stampa odierna a Palazzo d’Orleans su Airgest, Renato Schifani si è espresso chiaramente circa il rimpasto in giunta: “Politicamente è mio interesse e dovere chiudere con il rimpasto il prima possibile. Certo, devo misurarmi con le esigenze degli alleati e con quelle interne dei loro partiti: non sono un imperatore che decide da solo. Sicuramente però il ‘tema rimpasto’ non può durare quattro-cinque mesi. Il governo deve andare avanti, abbiamo degli appuntamenti da rispettare”.

L’Ars è tornata al lavoro. Il 2026 in aula parte con discussione su Enti Locali

Finite le vacanze all’Ars. L’Assemblea regionale siciliana è tornata a riunirsi oggi dopo l’approvazione della manovra finanziaria avvenuta lo scorso 21 dicembre. Oggi la prima seduta del 2026 a Sala d’Ercole è stata aperta dal presidente di turno Luisa Lantieri che poco dopo ha sospeso i lavori per permettere lo svolgimento della conferenza dei capigruppo dove è stato deciso il “calendario” delle discussioni con nove ddl sul tavolo.

Al termine della conferenza dei capigruppo, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno sottolinea: “Manteniamo gli impegni presi durante la finanziaria, nelle prossime settimane l’Ars è chiamata a esaminare nove disegni di legge che contengono le norme che non sono entrate nella legge di stabilità”.

In conferenza è stato deciso il calendario dei lavori fino a febbraio: si parte domani, mercoledì 14 gennaio, con la discussione generale del ddl sugli enti locali, che si prevede di approvare la prossima settimana.

Il testo include l’introduzione del consigliere supplente, il terzo mandato per sindaci dei comuni fino a 15mila abitanti (come, peraltro, già avviene a livello nazionale), modifiche all’attuale sistema dei permessi per consiglieri e assessori comunali e l’adeguamento dell’ordinamento regionale a quello nazionale relativamente al 40% di “quote rosa” nelle giunte comunali.

Gli altri disegni di legge

Gli altri ddl prevedono l’esame della riforma della dirigenza regionale, l’esenzione del pagamento del trasporto pubblico per i componenti delle forze armate, un omnibus di investimenti e di spesa per gli enti pubblici e cinque ddl con norme ordinamentali divise per diversi ambiti.

Galvagno: “L’aula è sovrana”

Galvagno aggiunge: “Con questi nove disegni di legge rispettiamo un percorso già indicato in precedenza: tutte le norme contenute nei ddl saranno discusse liberamente, potranno essere emendate, l’aula è sovrana e deciderà come esprimersi”.

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