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Comune Palermo, opposizione al contrattacco

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Comune Palermo, opposizione al contrattacco

giovedì 05 Marzo 2020 - 00:03
Comune Palermo, opposizione al contrattacco

Ferrandelli e Movimento 5 stelle sul piede di guerra dopo gli arresti per corruzione in Comune. Si cercano nuove firme per la mozione che vorrebbe dare la spallata finale all’Amministrazione

PALERMO – Gli arresti che hanno scosso fin dalle fondamenta il Comune non sembrano aver turbato più di tanto il sindaco Leoluca Orlando, che ha parlato di un’occasione per cacciare via i malviventi da Palazzo delle Aquile e riorganizzato la propria Giunta sostituendo Emilio Arcuri con Vincenzo Di Dio, presidente dell’Ordine degli Ingegneri (pronto a giurare come assessore all’Edilizia privata.

Quanto accaduto, però, ha lasciato l’Amministrazione esposta agli attacchi delle opposizioni, che hanno colto la palla al balzo per sparare a zero contro il sindaco e il suo operato. Ieri il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli, affiancato dal collega Cesare Mattaliano, ha convocato una conferenza stampa in cui ha illustrato la propria posizione sull’operazione che ha investito il Municipio e anticipato le prossime mosse. “Abbiamo inviato un esposto formale all’Anac – hanno affermato – perché ormai riteniamo che la situazione al Comune di Palermo sia fuori controllo. Ho sentito anche il presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, per una richiesta di audizione sull’operazione ‘Giano bifronte’”.

“Il sindaco Leoluca Orlando, la Giunta e il Consiglio comunale – hanno aggiunto – devono andare a casa. Soltanto questa è la strada per bonificare il Comune. Nessuno potrebbe più resistere ad altri due anni di immobilismo, fino alla scadenza della sindacatura. Si tratta di un terremoto politico e amministrativo, che segue lo scandalo dei giorni scorsi al cimitero dei Rotoli e le parole di Orlando non convincono nessuno”.

“A tutti i consiglieri che hanno a cuore Palermo – hanno concluso – e posseggono un’etica pubblica, chiediamo di scrivere insieme, senza protagonismi e insegne di partito, una mozione di sfiducia per porre fine a questa esperienza”.

Un appello che è stato subito raccolto dai rappresentanti locali del Movimento 5 stelle Antonino Randazzo, Concetta Amella e Viviana Lo Monaco, che hanno già inviato una bozza del documento di sfiducia a tutti i rappresentanti del Civico consesso. “In seguito ai gravi fatti di corruzione che hanno investito il Comune di Palermo – hanno scritto i pentastellati – coinvolgendo alcuni consiglieri comunali della maggioranza dell’attuale amministrazione e alcuni funzionari, il Movimento 5 stelle ha ritenuto di integrare il documento per la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando già predisposto nel novembre 2019 e finora sottoscritto da nove consiglieri comunali. A norma di legge servono almeno 16 firme per avviare la mozione di sfiducia”.

“Si tratta – hanno aggiunto – non di un’iniziativa politica dell’M5s, piuttosto di un atto che può essere condiviso in modo trasversale da tutti i consiglieri comunali di Palermo, con lo scopo di dare un segnale chiaro ai palermitani da parte di tutti gli esponenti politici e restituire alla città di Palermo trasparenza, al fine di ricucire il rapporto tra istituzioni e cittadini degradato dall’attuale Amministrazione Orlando. Il Movimento 5 stelle ribadisce massima apertura a tutte le forze politiche cittadine per eventuali e opportune integrazioni al documento”.

Come si legge nel documento, per i pentastellati “emerge chiaramente l’inefficacia e l’inefficienza dell’azione amministrativa del sindaco Orlando, incapace di compattare la sua maggioranza, disgregata da continui dissidi interni e con gli esponenti della sua Giunta, su alcune vicende fondamentali per Palermo, quali la Ztl, le pedonalizzazioni, il regolamento sui rifiuti e il regolamento sull’inclusione sociale, dove il Comune di Palermo rischia di perdere svariati milioni di euro del fondo previsto dal Pon inclusione”.

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