Partinico, sensibile aumento per i diritti di segreteria - QdS

Partinico, sensibile aumento per i diritti di segreteria

Vincenza Grimaudo

Partinico, sensibile aumento per i diritti di segreteria

venerdì 13 Novembre 2020 - 00:03
Partinico, sensibile aumento per i diritti di segreteria

Gli uffici dell’Ente hanno provveduto ad aggiornare tariffe rimaste bloccate dal lontano 1993. Indispensabile anche avviare una contestuale e serrata lotta all’evasione dei tributi

PARTINICO (PA) – Il Comune ha deciso di imprimere un’accelerazione per migliorare i suoi flussi di cassa in entrata. E lo ha fatto non soltanto attraverso l’avvio di un recupero coatto di tributi e oneri concessori, ma anche rispolverando alcuni gangli dimenticati della macchina burocratica.

A essere stati toccati sono i diritti di segreteria e i costi di istruttoria sugli atti in materia edilizia e urbanistica. In pratica, sono state aggiornate tariffe che in realtà non erano mai state ritoccate: la novità sostanziale è che, accanto a questi diritti di segreteria, sono stati affiancati i “diritti tecnici” di istruttoria che prima non erano contemplati.

In passato si era semplicemente applicata la norma nazionale del 1993 con cui si introducevano delle tariffe in favore del Comune per il rilascio di atti prevalentemente in materia di edilizia e urbanistica. Neanche il passaggio dalla lira all’euro cambiò nulla se non una sostanziale conferma con relativa conversione alla nuova moneta.

Già da qualche settimana, per una riproduzione di atti in copia conforme riprodotta su un cd si dovranno corrispondere 15 euro, in dvd 30 euro; per il rilascio invece di un singolo foglia A3 si devono pagare 50 centesimi, si scende a 30 per un foglio A4. Per le certificazioni di attestazione di destinazione urbanistica per i diritti di istruttoria e segreteria si va da un minimo di 50 euro per la richiesta sino a cinque particelle, e si arriva a oltre il doppio per una richiesta urgente di rilascio (entro cinque giorni) sino a un massimo di venti particelle. Un rialzo considerevole se si considera che prima non vi era alcuna distinzione per numero di particelle e si pagavano soltanto 15 euro. Altri esempi: per la richiesta di deposito frazionamenti si pagano 40 euro e per l’autorizzazione di messa in esercizio di ascensori 65 euro (prima 25 per entrambi).

Ulteriore capitolo quello che riguarda i permessi a costruire: si oscilla da un minimo di 110 euro sino a 700 euro a seconda dei metri cubi, contro una tariffa precedente unica di 5 centesimi a metro cubo. Per la presentazione di piani attuativi o varianti per iniziativa di privati si paga poco più di mille euro, mentre prima addirittura non era prevista alcuna tariffazione. Per ottenere invece una Scia, la certificazione di inizio attività per imprese o negozi, si va da un minimo di 110 euro a un massimo di 1.032 euro a seconda anche qui dei metri cubi (tariffa unica precedente di appena 25 euro). Per una Sca (segnalazione certificata di agibilità) si paga da un minimo di 100 a un massimo di 550 euro anche qui a seconda della cubatura (prima tariffa unica di 25 euro). Per ottenere un Cil (Comunicazione di inizio lavori) o Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) si devono corrispondere 40 euro (prima 25); per volture titoli abilitativi, autorizzazioni allo scarico e attestazione di intervenuto silenzio-assenzo la tariffa è salita a 75 euro, per lo svincolo polizze 50 euro, per un parere preventivo 100 euro, per un procedimento dello sportello unico delle attività produttive ordinario o automatizzato 30 euro. In tutti questi casi la tariffa era di 25 euro. Per una conferenza di servizi asincrona o per un parere necessario della commissione pubblici spettacoli si pagherà rispettivamente 150 e 175 euro, infine per una conferenza di servizi sincrona simultanea l’esborso sarà di 300 euro.

Tanti aumenti dunque, per tentare di risollevare un po’ le casse pubbliche. Ma senza una seria e rigida lotta all’evasione fiscale, questa strategia rischia di rivelarsi comunque insufficiente.

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