PALERMO – Nemmeno le proroghe concesse da Roma hanno permesso ai Comuni siciliani di mettersi in regola in tempo con l’approvazione dei bilanci di previsione 2026/2028. Alla scadenza del 31 marzo, già posticipata dal precedente termine del 28 febbraio per consentire agli Enti locali di far fronte ai danni e ai ritardi amministrativi causati dal passaggio del ciclone Harry dello scorso gennaio, buona parte dei Municipi dell’Isola risultava ancora inadempiente.
La fotografia della Regione siciliana sui conti degli Enti locali
A fornire una fotografia del quadro precario dei Comuni della Sicilia è la Deliberazione sui bilanci degli Enti locali della Regione siciliana che, il 14 maggio scorso, sulla base delle comunicazioni pervenute dalle Amministrazioni, soltanto 227 tra Comuni isolani, Città Metropolitane e Liberi Consorzi comunali – vale a dire il 56,75% – aveva provveduto a trasmette a Palermo gli “estremi delle deliberazioni consiliari o dei commissari straordinari di approvazione del bilancio 2026/2028”.
Dati alla mano, al momento della pubblicazione del documento, ben 164 Enti siciliani si presentavano in ritardo sulla tabella di marcia. Ma non finisce qui, poiché alla stessa data solamente 92 Amministrazioni (il 23%) avevano deliberato l’approvazione del rendiconto 2025. Anche l’anno scorso, di questi tempi, la situazione non era certo delle migliori. Anzi, sempre secondo la Regione siciliana, gli Enti siciliani erano messi peggio.
Al 12 maggio 2025, infatti, soltanto 195 tra Comuni, Città Metropolitane e Liberi Consorzi comunali avevano approvato i rispettivi bilanci di previsione (il 48,75% del totale), mentre appena 54 Enti (il 13,50%) avevano approvato il rendiconto dell’anno precedente. Insomma, cambiano gli anni ma la sostanza rimane sempre la stessa, con difficoltà strutturali per gli Enti locali siciliani nel rispettare i termini contabili.
Commissari ad acta per i Comuni inadempienti
A fronte di questa lentezza, ad aprile 2026 il governatore della Regione siciliana, Renato Schifani, al tempo assessore ad interim delle Autonomie locali e della Funzione pubblica (poche settimane dopo lo stesso presidente avrebbe provveduto alla nomina dell’attuale assessore regionale Elisa Ingala), aveva firmato i decreti assessoriali che autorizzavano gli incarichi dei commissari ad acta per svolgere “preliminarmente le necessarie funzioni di impulso e di sollecitazione per l’approvazione dei bilanci di previsione”.
La mappa dei Comuni commissariati in Sicilia
Ma qual è la mappa degli Enti siciliani commissariati? Al momento delle nomine decise dal governatore regionale (va comunque ricordato che, in queste settimane, diversi Enti hanno provveduto ad approvare i documenti), in provincia di Agrigento si contavano ben 22 Comuni sottoposti all’osservazione: Agrigento, Aragona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cammarata, Campobello di Licata, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Favara, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montevago, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa, Realmonte, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini e Sciacca.
In provincia di Caltanissetta si contavano 11 Enti che risultavano commissariati: Acquaviva Platani, Bompensiere, Butera, Campofranco, Delia, Montedoro, Mussomeli, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino e Villalba.
Nutrita anche la presenza dei commissari in provincia di Catania, con 26 Comuni segnalati: Adrano, Belpasso, Bronte, Caltagirone, Giarre, Grammichele, Mascalucia, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ramacca, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Valverde, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea. Ai piedi dell’Etna anche per la Città Metropolitana è stato nominato un commissario.
Per quanto riguarda l’Ennese, i commissari ad acta sono stati nominati per il Libero consorzio comunale, oltre ai 9 Comuni di Cerami, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Sperlinga, Troina e Valguarnera Caropepe.
Per la provincia di Messina, nomine sono state assegnate per la Città Metropolitana oltre ai 25 Comuni di Capo d’Orlando, Castelmola, Falcone, Frazzanò, Furci Siculo, Furnari, Graniti, Librizzi, Limina, Lipari, Mirto, Mistretta, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta d’Affermo, Novara di Sicilia, Pagliara, Reitano, San Pier Niceto, San Teodoro, Scaletta Zanclea, Tripi, Valdina e Villafranca Tirrena.
Nel palermitano i commissariamenti sono scattati per 31 Comuni: Alimena, Blufi, Bolognetta, Carini, Castronovo di Sicilia, Cerda, Chiusa Sclafani, Cinisi, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Lercara Friddi, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palermo, Partinico, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Torretta, Trabia, Trappeto e Ustica.
Nelle province di Siracusa e Ragusa al momento della firma di Schifani si contavano due Comuni sottoposti a commissariamento: Carlentini e Floridia per l’area aretusea, mentre per la provincia iblea sono stati indicati i Comuni di Giarratana e Florida. Va indicato, inoltre, che un commissario è stato nominato anche per guidare il Libero Consorzio comunale di Ragusa verso l’approvazione del bilancio. Vi è infine la provincia di Trapani, con nove Comuni all’epoca segnalati: Gibellina, Marsala, Misiliscemi, Petrosino, Salaparuta, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Trapani e Valderice.
Le approvazioni recenti e le difficoltà finanziarie dei Comuni
Tuttavia, come detto in precedenza, l’elenco della Regione siciliana è in corso di aggiornamento e già nei prossimi giorni diversi Enti saranno depennati dalla lista degli inadempienti. Nel prossimo documento non figurerà, per esempio, il Comune di Palermo. Il Consiglio comunale di Palazzo delle Aquile ha approvato il bilancio di previsione triennale a fine maggio, poco prima della scadenza indicata dal commissario Giuseppe Petralia e non senza polemiche da parte delle opposizioni per la mancata approvazione di tre ordini del giorno contenenti importanti investimenti per i quartieri della città. In provincia, tra le approvazioni figura anche quella di San Giuseppe Jato, nella data del 6 maggio scorso.
L’atto di programmazione finanziaria triennale è stato approvato sempre nel mese di maggio anche dalla Città Metropolitana di Catania con il voto favorevole dell’aula. Sempre nel Catanese, su sollecitazione dei commissari, hanno provveduto ad approvare i rispettivi bilanci di previsione anche diversi Comuni tra i quali Adrano (11 maggio), Trecastagni (29 aprile), Nicolosi (23 aprile), Mirabella Imbaccari (22 aprile) e Motta Sant’Anastasia (20 aprile).
Altri esempi di approvazione recente sono quelli di Cattolica Eraclea (Agrigento), Valdina (Messina), Salaparuta (Trapani). Deliberazioni che, tuttavia, non fanno che sottolineare la difficoltà degli Enti locali siciliani nel fare quadrare i conti e disporre una programmazione economica solida per il futuro.

