PALERMO – Sono veri momenti di magra per i proventi riconosciuti ai Comuni italiani per la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate al recupero dell’evasione fiscale. Nel 2024, da Nord a Sud, gli incentivi riservati agli Enti per questa tipologia di segnalazione (che vengono riconosciuti, a oggi, al 50% delle maggiori somme riscosse) hanno toccato numeri decisamente esigui – il minimo storico – con somme che hanno raggiunto appena 2,5 milioni di euro.
Vere e proprie “briciole” e che raccontano di un trend che tende progressivamente al ribasso e di una partecipazione parziale rispetto alla totalità delle Amministrazioni presenti sul territorio nazionale e locale.
Incentivi ai Comuni: partecipazione minima sul territorio nazionale
Secondo l’elaborazione diffusa nei giorni scorsi dal Centro studi Enti Locali su dati del Ministero dell’Interno, infatti, sono stati soltanto 304 i Comuni italiani che hanno beneficiato di questi incentivi.
Una porzione ridottissima – appena il 4% -, in confronto ai quasi 8 mila Comuni presenti in Italia.
Per quanto riguarda gli incassi annuali, nel 2023 e nel 2024 le somme sono state di poco superiori, circa 3 milioni di euro, ma la metà rispetto a quelle ricevute nel 2021, quando i Comuni hanno percepito 6,7 milioni di euro e le quote riconosciute agli Enti arrivavano al 100%.
E più si va indietro negli anni e maggiormente si percepisce il divario. Nel 2018, sempre secondo il Centro Studi, le entrate derivate dalle segnalazioni erano state pari a 11,4 milioni di euro.
Recupero evasione fiscale: il Nord traina, il Sud resta indietro
Guardando alle macroaree del Paese, nel 2024 il Nord Italia si conferma il “motore” trainante del Paese per quanto riguarda le segnalazioni, con le regioni settentrionali che da sole riescono a raccogliere la maggior parte dei proventi.
Emblematico il caso della Lombardia che, grazie alla partecipazione di 97 Comuni, è in grado di incassare 1.009.938 euro – pari al 40% delle somme segnalate sull’intero territorio nazionale.
Sicilia e lotta all’evasione: numeri minimi e casi emblematici
E la Sicilia? La nostra Regione non brilla certo per partecipazione, così come l’intero Meridione in generale. Nell’Isola i Comuni che nel 2024 hanno provveduto a dare una mano nella lotta all’evasione sono stati solamente 13 su 391, con un riparto di 6.791 euro.
E i dati del Ministero portano alla luce delle situazioni decisamente insolite. È il caso di Agrigento, per il cui Comune vengono indicati appena 7 euro come riparto.
A Piazza Armerina, in provincia di Enna, il riparto è stato di soli 74 euro. Altrettanto clamoroso è il dato di Ragusa, dove vengono indicati solo 84 euro di riparto.
Numeri decisamente bassi anche per le tre maggiori città della Sicilia. Per Catania vengono segnalati appena 530 euro di riparto contributo. Palermo fa leggermente meglio, con la somma di 738 euro. Messina, infine, registra la migliore performance tra le aree metropolitane dell’Isola con 1.385 euro.
C’è poi il caso virtuoso di Marsala, in provincia di Trapani, dove il Comune è riuscito a raccogliere un riparto di 2.427 euro, il risultato migliore a livello regionale.

