Milano, 10 mar. (askanews) – Con l’uscita sul mercato dell’annata 2023, il “Bolgheri Superiore Doc Piastraia” dell’azienda Michele Satta celebra trent’anni con una nuova etichetta e con una scelta enologica ormai definita: il vino è prodotto esclusivamente con Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Si conclude così il percorso avviato negli anni precedenti, che ha portato prima all’uscita del Syrah dal blend con l’annata 2019 e poi a quella del Sangiovese dalla vendemmia 2023.
Il cambio riguarda anche l’immagine: la nuova veste grafica introduce infatti un’inversione dei colori che accompagna un profilo produttivo piu netto e leggibile. L’obiettivo è quello di ottenere, per dirlo con le parole di Giacomo Satta, “un’evoluzione che si traduce in meno interpretazione e più precisione”, pienamente riconducibile ai vitigni bordolesi che hanno segnato la storia di Bolgheri.
L’azienda Michele Satta ha sede a Castagneto Carducci (Livorno), nel cuore della Doc Bolgheri, ed è attiva dal 1983. A conduzione familiare, produce circa 150mila bottiglie ottenute interamente da uve proprie nella frazione di Accattapane, nella parte più meridionale del comprensorio, con esposizione Nord-Ovest. Un’area affacciata sul Mar Tirreno e protetta alle spalle dalle colline, sottoposta all’azione dei venti, con suoli di medio impasto, ciottolosi e ricchi di limo, profondi e drenanti. La gestione agronomica guarda alla sostenibilità anche attraverso pratiche biodinamiche e l’impiego del fotovoltaico.
L’elegante “Piastraia” è nato nel 1994 in una fase iniziale della crescita moderna di Bolgheri. Il vino era stato pensato per unire i vitigni internazionali presenti nel territorio insieme con una componente mediterranea e toscana che allora faceva parte del progetto. È stato il primo dell’area a utilizzare la menzione Bolgheri Rosso e dal 2012 è diventato Bolgheri Rosso Superiore, passaggio coinciso con la maturità delle vigne e con una più compiuta profondità espressiva. L’annata 2023 segna quindi un punto di arrivo in questo percorso. La composizione basata soltanto su Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot definisce in modo più rigoroso il profilo del vino e affida alla materia prima un ruolo ancora più centrale nella costruzione dello stile aziendale.
In cantina la lavorazione prevede fermentazioni separate per ciascuna varietà in botti di cemento troncoconiche da 30 ettolitri, l’utilizzo di lieviti spontanei e una gestione misurata delle estrazioni. La fermentazione malolattica avviene in barrique, mentre l’affinamento prosegue in barrique francesi, con il 40% di legno nuovo, per un periodo compreso fra 12 e 18 mesi.

