Roma, 19 gen. (askanews) – “Speriamo che il nuovo Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 rappresenti una svolta concreta per un comparto che da anni vive grandi difficoltà e incertezze fitosanitarie”. Così Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT, commenta la bozza del Piano presentato dal Ministero dell’Agricoltura che mette in campo quasi 500 milioni di euro in cinque anni per il rilancio dell’olivicoltura italiana.
“Accogliamo con favore – prosegue Del Core – l’iniziativa che prevede provvedimenti essenziali per sgravare gli imprenditori agricoli penalizzati da Xylella. Inoltre prevedere una dotazione e misure straordinarie con risorse adeguate e capacità di intervento rapida. È ciò che il territorio chiede da tempo: superare gli ostacoli che hanno rallentato interventi e soluzioni in Puglia, soprattutto in Salento e nei territori di Bari e Bat areale vocato alla produzione olivicola e olearia di eccellenza per il mercato italiano ed estero”.
Particolarmente rilevante per la propria provincia di competenza territoriale, secondo Confagricoltura Bari-BAT, è anche la proposta di una zona a specialità Xylella (Zas): “una zona con regole dedicate, semplificazioni burocratiche, fiscalità agevolata e accesso facilitato al credito: è indispensabile per consentire alle imprese agricole di ripartire davvero, investire, rigenerare i territori colpiti dal batterio e ritrovare vera capacità competitiva rispetto agli altri paesi produttori. Il Piano, che prevede risorse provenienti sia dal provvedimento Coltivaitalia sia da fondi europei, punta ad aumentare la produzione nazionale di olio del 25%, ristrutturando o ampliando 70mila ettari di oliveti e recuperando circa 500mila ettari di superfici abbandonate”.
Obiettivi ambiziosi che secondo Del Core “non possono prescindere dal coinvolgere il sistema olivicolo delle nostre provincie, che con oltre 132.000 ettari sono le più olivetate di Italia, e possono essere raggiunti solo se accompagnati da una reale riduzione dei costi di produzione, da nuovi accordi di filiera e da un forte investimento in ricerca e innovazione”.
“Bene anche – aggiunge il presidente – l’attenzione alla qualità, alle Dop e Igp, alla tracciabilità e al posizionamento dell’EVO italiano sui mercati internazionali. Tuttavia, è fondamentale che il Piano si traduca rapidamente in atti concreti e risorse immediatamente spendibili”.
Confagricoltura Bari-BAT sottolinea infine l’importanza della fase di confronto con le associazioni di categoria: “Nei prossimi giorni, sentito il territorio, presenteremo osservazioni puntuali per migliorare ulteriormente il Piano, affinché l’approdo in Conferenza Stato-Regioni rappresenti un passaggio decisivo verso la rinascita dell’olivicoltura pugliese e nazionale. L’olio non è solo un prodotto agricolo – conclude Del Core – ma un patrimonio storico, economico, ambientale e culturale del nostro Paese, della nostra regione, delle province di Bari e Bat. Questo Piano può essere l’occasione giusta per difenderlo e rilanciarlo, a patto che si abbia il coraggio di scelte chiare e rapide”.

