Home » Askanews » Confagri Mantova: raccolta cereali, quotazione 2026 troppo basse

Confagri Mantova: raccolta cereali, quotazione 2026 troppo basse

Confagri Mantova: raccolta cereali, quotazione 2026 troppo basse

Crisi nera per il mais, male in quantità l’orzo

Roma, 24 giu. (askanews) – La campagna di raccolta cereali 2026 è alle battute iniziali (al via le trebbiature di orzo e frumento) ed è dunque tempo di primi bilanci per i produttori di Confagricoltura Mantova che denunciano come le quotazioni riconosciute ai produttori, a fronte di un aumento medio dei costi di produzione di circa il 12%, non consentano ai cerealicoltori di ottenere un adeguato reddito dal loro lavoro.

Il grano tenero infatti, rispetto a un anno fa è sceso da 227 euro a tonnellata a 217, perdendo 10 euro netti a tonnellata. Se si considera che, nel 2025, il costo di produzione per ettaro era di circa 1.430 euro e ora in aumento, la redditività risulta quasi nulla. Non ancora quotato invece, in questo 2026, il frumento duro, con la neonata Cun che sta lasciando nell’incertezza tutti i produttori. Stabile nel complesso l’orzo, che passa dai 201 euro a tonnellata dello scorso anno ai 203 dell’ultimo bollettino.

Non si arresta invece la crisi nera del mais, coltura chiave per l’areale padano, vittima di costi sempre più alti, bassa redditività e insidie delle fitopatie. Particolarmente significativa la situazione del mais da granella: nel Mantovano negli ultimi vent’anni le superfici sono più che dimezzate (da 60mila ettari nel 2006 a 25.870 oggi).

“I prezzi alla borsa merci sono in calo, tra i 220-230 euro alla tonnellata – spiega Pietro Marocchi, presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Mantova – e, con costi di produzione che vanno dai 3.200 ai 3.900 euro per ettaro, riusciamo a malapena a coprire i costi, in molti casi andiamo anche sotto di 40-50 euro a tonnellata. Fare reddito così è impossibile”. Positive invece le rese, che stanno toccando per grano tenero e grano duro le 7 tonnellate per ettaro, con punte addirittura di 8. Diverso il discorso dal punto di vista qualitativo, con un andamento altalenante delle proteine (14-15% in media, ma c’è anche chi non ha superato il 10%). Bilancio non soddisfacente invece per l’orzo, meno performante dal punto di vista quantitativo.