Roma, 9 feb. (askanews) – Il parere odierno della Corte dei Conti europea relativo al budget e all’impalcatura della nuova Pac “evidenzia le stesse perplessità già espresse da Confagricoltura: la complessità della prossima programmazione rischia di creare incertezza, ritardare l’erogazione dei fondi e compromettere l’obiettivo di semplificazione. Di fatto significa non raggiungere gli obiettivi stessi della politica agricola comune”. Lo sottolinea Confagricoltura in nota.
La struttura del Fondo Unico, inoltre, “minaccia l’ordinata programmazione degli interventi – sottolinea Confagri – così come l’affidamento agli Stati membri della possibilità di finanziare la Pac mette a rischio l’omogeneità e lo spirito comune della politica agricola”. E il fatto che i governi possano decidere di destinare o meno, al di fuori della “riserva agricola garantita” una consistente quota di risorse al settore primario o ad altri àmbiti – sottolinea Confagricoltura – crea una conseguente “potenziale disparità nella capacità competitiva delle imprese agricole nell’ambito stesso dell’Ue”.
E’ invece indispensabile che si garantisca una politica agricola adeguata alle sfide a cui gli agricoltori sono chiamati. Non è un caso, aggiunge Palazzo della Valle, che anche la Corte dei Conti abbia oggi evidenziato che la maggiore flessibilità per i Paesi nella gestione delle risorse “non dovrebbe compromettere gli obiettivi comuni della Pac, ad iniziare da un reddito equo per gli agricoltori, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente”.
Confagricoltura auspica quindi che il parere reso pubblico oggi dalla Corte dei Conti europea porti i colegislatori “a riflettere su queste preoccupazioni e ad adattare la proposta della Commissione recependo i suggerimenti necessari a contrastare i rischi enunciati”.

