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Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

70% delle cooperative biologiche è coinvolta in progetti ricerca

Roma, 23 feb. (askanews) – L’innovazione è la strada obbligata per le cooperative biologiche per vincere le sfide dell’agricoltura. È quanto emerge dai primi risultati di un’indagine realizzata da Confcooperative Fedagripesca in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche dalla quale è emersa come sia molto alta presso le cooperative biologiche la propensione ad investire sull’innovazione economica ed agronomica, ma che per avere risultati significativi è fondamentale continuare a puntare con determinazione sulla leva della ricerca.

Se ne è parlato oggi al Sana di Bologna nell’ambito del convegno Innovazione e ricerca in agricoltura biologica che si è svolto alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura on. Luigi D’Eramo. Negli ultimi 5 anni, quasi il 70% delle cooperative del campione analizzato ha partecipato a progetti finalizzati alla crescita e allo sviluppo di innovazioni finanziati nell’ambito della programmazione regionale dello Sviluppo Rurale. I risultati ottenuti, in particolare nell’area agronomica e di mercato, presentano ampi margini di crescita. Emblematiche sono le criticità avvertite dalle cooperative nella disponibilità di varietà adatte alle diverse condizioni pedoclimatiche, così come l’esigenza da parte delle cooperative di approfondire l’accesso ai nuovi mercati o lo sviluppo di nuovi prodotti, così come la necessità di attivare strumenti di gestione del rischio per difendersi da avversità meteoclimatiche e perdita di reddito.

“Innovazione e ricerca hanno un ruolo fondamentale per poter, nei prossimi anni, aumentare le produzioni nazionali biologiche, permettendo di utilizzare al meglio le risorse disponibili, garantire elevati standard qualitativi e affrontare le molteplici sfide che ha davanti il settore primario, a partire dai cambiamenti climatici: “consapevoli di ciò, in questi anni abbiamo sostenuto in modo convinto proprio l’innovazione e la ricerca, istituendo anche un apposito Fondo e valorizzando il lavoro dei nostri ricercatori, con l’obiettivo di avere filiere sempre più resilienti, sostenibili e competitive”, ha detto il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo.

“Sono tante le sfide a cui le aziende agricole sono chiamate a confrontarsi – ha commentato il presidente del Settore Biologico Francesco Torriani – dalle conseguenze dei cambiamenti climatici alla ricerca da parte dei consumatori di prodotti con standard qualitativi esigenti e a prezzi sempre più competitivi, alla necessità infine di trovare un equilibro tra la giusta remunerazione della materia prima e la necessità di non scaricare sul consumatore le eventuali inefficienze della filiera attraverso prezzi non competitivi. Di fronte a tali sfide è necessario investire in ricerca e innovazione, utilizzando al meglio le diverse risorse messe a diposizione, al fine di aumentare la produttività delle filiere biologiche”.

Tra le priorità, la necessità di investire nel Biobreeding, ovvero nella selezione di nuove varietà adatte al metodo biologico in coerenza con i principi dell’agroecologia e la digitalizzazione fondamentale per migliorare l’organizzazione, tracciare le produzioni, supportare le decisioni degli agricoltori, ma soprattutto per portare maggior valore aggiunto alle ns produzioni.