Home » Economia » Sviluppo, lavoro e futuro: Confindustria Catania compie 100 anni. “Sicilia in crescita”

Sviluppo, lavoro e futuro: Confindustria Catania compie 100 anni. “Sicilia in crescita”

Sviluppo, lavoro e futuro: Confindustria Catania compie 100 anni. “Sicilia in crescita”
Cristina Busi, Presidente Confindustria Catania

I festeggiamenti con un’assemblea pubblica che è stata la fotografia di quanto è stato fatto e di tutto quello che può essere realizzato nella città etnea e in tutta la Sicilia.

Un anniversario di quelli importanti. Cento anni di industria catanese, di visioni, di ostacoli superati, ma soprattutto di cento anni di imprese che hanno e continuano a dare linfa vitale per un tessuto economico che resta tra i più vivaci del Vecchio Continente.
Li ha festeggiati Confindustria Catania con un’assemblea pubblica che è stata la fotografia di quanto è stato fatto e di tutto quello che può essere realizzato nella città etnea e in tutta la Sicilia in un momento storico favorevole e da non lasciarsi scappare. Lo ha sottolineato con forza la padrona di casa, Maria Cristina Busi Ferruzzi, in apertura dei lavori.

Busi: “Catania racconta di una continuità industriale”

“La centesima assemblea di Confindustria Catania racconta una continuità industriale che in questo territorio si è tradotta in lavoro, investimenti e capacità di innovare” – ha detto la presidente degli industriali catanesi. “Catania – ha aggiunto – è oggi la prima provincia siciliana per depositi di brevetto, con quasi cento nel solo 2025. E gli imprenditori hanno già in campo 4 miliardi di euro di nuovi investimenti, dai settori tradizionali a quelli più avanzati: tecnologia, biochimica, logistica, energia”.

Impianti che crescono, laboratori che sperimentano, filiere che si rafforzano e un impegno per le infrastrutture, porto, aeroporto e ferrovia che in sinergia rappresentano i binari sui quali fare correre lo sviluppo, ha evidenziato ancora Busi, ponendo l’accento sulla collaborazione tra istituzioni, Governo, Regione, Comune, ma anche l’Università, mai così proficua come in questo periodo storico.

Il sindaco Trantino: “Grande vigore nell’industria catanese”

Aspetto evidenziato anche dal primo cittadino di Catania, Enrico Trantino che ha sottolineato come il centenario di Confindustria coincida con un momento favorevole. “Caratterizzato da un grande vigore nell’industria catanese – ha detto il sindaco etneo – nonché di un’ampiezza di prospettive che era inimmaginabile, forse, fino qualche tempo fa”. Un momento storico in cui il Comune vuole incidere, “facendo la propria parte” – ha continuato Trantino che ha annunciato l’avvio dei lavori alla Zone industriale, desiderio manifestato dagli industriali da decenni e forse, oggi, pronto per diventare realtà.

“Da domani inizieranno i lavori perché, in un momento in cui ci sono grandi player internazionali che si insediano a Catania, è giusto anche avere una Zona industriale all’altezza delle aspettative. Dobbiamo essere bravi a condensare quello che in questo momento c’è – ha aggiunto – in assoluta sinergia tra le istituzioni, è questo il punto di forza di questa fase storica e c’è voglia di non perdere questo treno”.
Un territorio in movimento, dunque, in cui le infrastrutture giocano un ruolo fondamentale, porti e aeroporti, soprattutto. In questo secondo caso, la privatizzazione avviata del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, che comprende gli scali di Catania e Comiso, è un passaggio fondamentale. Lo ha sottolineato il ministro per le Imprese il Made in Italy Adolfo Urso, dando rassicurazioni per quanto riguarda l’iter.
“Credo che Catania finalmente possa davvero diventare la Milano del Sud perché potrà disporre di un aeroporto internazionale che con gli investimenti privati può giungere a competere anche con gli aeroporti di Milano” – ha detto, evidenziando la volontà del Governo di vigilare sul percorso.

“La privatizzazione degli aeroporti di un sistema di gestione aeroportuale è nel perimetro della golden power – ha aggiunto – e quindi, ove necessario, si possono porre le prescrizioni per quanto riguarda investimenti, sviluppo e tutela occupazionale”.

Schifani e la credibilità della Sicilia

Di credibilità della Sicilia ha parlato infine il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha voluto soffermarsi sui risultati ottenuti dal suo governo. “Oggi possiamo affermare che la Sicilia sta vivendo una fase diversa – ha detto il presidente. Lo dicono i dati economici, il giudizio dei mercati, le analisi indipendenti e, soprattutto, la fiducia che imprese e investitori stanno tornando ad accordare alla nostra Regione”. Crescita del Pil regionale, tra il 2021 e il 2025, del 20,2%, aumento dell’occupazione del 13,5% “ con circa 175 mila nuovi occupati”: numeri resi possibili anche dal “profondo risanamento dei conti pubblici regionali con un avanzo superiore a 5,2 miliardi” – ha continuato il presidente. Sono cresciute le entrate tributarie di oltre 5 miliardi negli ultimi tre anni tanto da guadagnarci un doppio upgrade del merito creditizio da parte delle principali agenzie internazionali di rating. Questa solidità finanziaria si sta trasformando in investimenti, occupazione e sviluppo. Questa nuova credibilità trova conferma soprattutto nei grandi investimenti in corso – ha concluso Schifani – Catania è il principale motore degli investimenti strategici della Sicilia e uno dei poli più dinamici del Mezzogiorno, destinata a essere capitale mediterranea della microelettronica”.

Taglio imprese

Famiglie dedite al lavoro. Visionari pronti a rischiare per poter realizzare un sogno, moltiplicando economia e valore.
Tante le imprese catanesi ad aver fatto la storia. Tante realtà territoriali che, in oltre un secolo, hanno portato la Sicilia, e Catania in particolare, in giro per il mondo. E che ieri sono state celebrate in occasione dell’assemblea pubblica organizzata per il Centenario da Confindustria etnea. Il Caffè Torrisi, ad esempio, storico marchio catanese della torrefazione, fondato nel 1911 dalla famiglia Torrisi con il nome di Compagnia meridionale del Caffè, o la Navimec, storica azienda catanese attiva nel settore della cantieristica navale, già Biriaco 1895, famiglia che ha avuto un ruolo rilevante negli anni della ricostituzione di Confindustria Catania nel 1944.
E ancora, Acque di Casalotto, fondata nel 1905, che rappresenta una storica realtà imprenditoriale catanese attiva nel settore della distribuzione idrica e dei servizi acquedottistici tra le più longeve del territorio. Il fondatore dell’azienda, Marchese Bonaccorsi Principe di Reburdone è stato Senatore del Regno e Sindaco di Catania.

Nel campo della ristorazione, Sibat Tomarchio, fondata nel 1920 ad Acireale dal Cavaliere Filippo Tomarchio, Dolfin 1914, uno dei marchi storici dell’industria dolciaria siciliana: tutte aziende che hanno fatto la storia della città, accanto alle quali si affacciano le nuove imprese. Netith Digital Innovation Hub e customer care evoluto, fondata a Paternò nel 2017 da Franz Di Bella, CEO, insieme al fratello Salvo, oggi uno dei Digital Innovation Hub più rilevanti del Mezzogiorno.
La storica STMicroelectronics, leader mondiale nell’industria dei semiconduttori, uno dei principali produttori mondiali di dispositivi a semiconduttore, Bionap Estratti botanici certificati per nutraceutica e cosmetica, specializzata nella produzione di estratti botanici brandizzati, certificati e clinicamente testati, ricavati da piante e frutti del Mediterraneo e, infine, Plastica Alfa Tecnologie per l’acqua e sistemi innovativi per la green economy, fondata nei primi anni Ottanta e con sede a Caltagirone (CT), è un’azienda leader nella produzione di articoli polimerici destinati all’impiantistica civile e industriale.

Box Libro

Innovazione e tradizione. Un binomio che rappresenta uno dei principali motori di crescita del territorio siciliano e di quello catanese, in particolare. Su questo terreno, secondo la presidente degli industriai etnei, Busi Ferruzzi, si misura la vera solidità delle imprese: “La nostra forza è semplice: tenuta e innovazione insieme. Le imprese centenarie hanno superato crisi e cambi di mercato restando responsabili verso le proprie radici e le persone. È la stessa rotta delle aziende più giovani che brevettano ed esportano partendo da qui”.
Lo racconta anche ‘La forza delle imprese’, un volume dedicato ai cento anni di Confindustria Catania che ricostruisce l’evoluzione dell’associazione degli industriali etnei, intrecciandone la storia con quella economica, sociale e produttiva della Sicilia orientale.
Attraverso documenti d’archivio, verbali assembleari, atti ufficiali e testimonianze inedite, il volume ricostruisce il ruolo svolto dall’organizzazione nel corso di un secolo segnato da profonde trasformazioni: dal periodo fascista alla Seconda guerra mondiale, dalla ricostruzione postbellica al boom economico, fino alle sfide dell’economia contemporanea.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram