Roma, 10 nov. (askanews) – “La strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale non può e non deve prescindere dall’agricoltura, che sta vivendo da tempo una vera e propria rivoluzione digitale, grazie alle infinite declinazioni dell’innovazione applicata al Primario, dove l’utilizzo di droni e sensori nei campi è ormai realtà, così come il ricorso alla gestione automatizzata di terreni e stalle”. Lo ha evidenziato il vicepresidente della Copagri Giovanni Bernardini in un articolato confronto sui contenuti della Legge 132/2025 sull’IA con il Capo Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio Angelo Borrelli.
“Viviamo in un’epoca in cui le crisi climatiche, le tensioni geopolitiche e l’aumento della popolazione mondiale mettono sotto sempre maggiore pressione i nostri sistemi agroalimentari; in questo contesto, l’IA non è più solo e soltanto un ‘plus’, ma rappresenta una vera e propria necessità, che in molti casi è ormai fortunatamente realtà”, ha osservato Bernardini, secondo cui “le infinite declinazioni dello smart farming e della precision agriculture, unitamente a tecnologie quali la blockchain, permettono non soltanto di migliorare la produttività, ma anche e soprattutto di rafforzare la tracciabilità e la sicurezza alimentare, andando al contempo a monitorare ed efficientare la sostenibilità e l’utilizzo degli input produttivi”.
“Per tutte queste ragioni, nel costituendo Osservatorio sull’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, organismo interistituzionale che in seno al Dicastero del Lavoro andrà a delineare i paletti della futura strategia nazionale sull’IA, sarà fondamentale prestare particolare attenzione alle ricadute di tale innovazione sull’agricoltura e sulle filiere produttive, ragionando sulla possibile creazione di una vera e propria strategia nazionale agricola sull’IA”, ha suggerito il vicepresidente della Copagri.
“In questo ambito, particolare attenzione andrà prestata alla gestione e alla governance dei dati, scongiurando il rischio che questa ingente mole di informazioni, anche sensibili, si concentri nei database di poche piattaforme internazionali, magari extra UE; bisognerà, in altre parole, costruire una ‘sovranità agricola digitale’ che sotto il coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale-ACN e dell’Agenzia per l’Italia Digitale-AgID consenta all’Italia, anche attraverso la creazione di apposite piattaforme pubbliche, di utilizzare l’AI in agricoltura mantenendo il controllo dei propri dati strategici”, ha concluso Bernardini.

