Conoscere le stranezze aiuta a capire la realtà - QdS

Conoscere le stranezze aiuta a capire la realtà

Carlo Alberto Tregua

Conoscere le stranezze aiuta a capire la realtà

mercoledì 16 Ottobre 2019 - 00:00

Ci sono più cose in cielo e in terra, caro Orazio, di quante ne possa sognare la tua filosofia (Amleto, Atto I, scena VI). è evidente anche da questa frase come siano molto limitate le nostre conoscenze, per cui il visibile non può esistere senza l’invisibile ad animarlo e sostenerlo.
Una volta anche virus, batteri ed elettricità erano invisibili, però esistevano. Oggi si possono vedere, per cui se ne tiene conto. Persino emozioni e sensazioni, come gioia e dolore, sono collegati alla presenza di entità invisibili. La morte esiste davvero? La cessazione del corpo non è piuttosto una porta che fa trasferire lo spirito in un’altra entità?
Non sembrino queste considerazioni fuori dalla realtà. In effetti rientrano in ciò che esiste, seppure noi non ne abbiamo consapevolezza.
Nell’aprile del 2004 il ministero della Salute ha approvato uno studio clinico per valutare le applicazioni mediche di Veri-chip, un dispositivo applicato sottopelle per rilevare i dati del corpo. Ma non ha trovato diffusione.

Ognuno di noi dovrebbe dare più conto al proprio interiore, ascoltandosi e rilevando i segnali fisici ed emozionali che pervengono alla nostra consapevolezza.
Ma spesso non poniamo la dovuta attenzione, per cui siamo presi alla sprovvista da eventi che non ci aspettiamo e che imputiamo al caso, ovvero a quell’insieme di eventi non gestibili e non prevedibili che condizionano la nostra vita e quella della collettività.
Per questo bisognerebbe interrogarsi sul come: ti muovi, vivi il tuo corpo e le tue emozioni, pensi, parli, ti esprimi, agisci , mangi, respiri, lavori, guadagni e spendi il tuo denaro, abiti la casa, vivi il tuo tempo libero, ti relazioni con la famiglia e con tutto il mondo esterno. Quello che bisogna evitare è avere paura, non perché non esista ma perché non bisogna darle il controllo della nostra vita.
Ciò che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri (Confucio, I dialoghi). Il principio è poi riportato in altre religioni e può essere condensato nel dovere di rispettare il prossimo più di quanto si rispetti se stessi.
Non è con l’egoismo che si può vivere meglio.
Il pensiero deve guidarci in tutte le nostre azioni. Quel pensiero che scaturisce dalla mente e che produce energia di ogni tipo con la quale riusciamo a vivere meglio.
C’è chi immagina cose ed eventi negativi, vede il bicchiere mezzo vuoto e si deprime. Sbagliato. è proprio il rovescio il modo migliore per vivere: essere attivi, produttivi, positivi e di fronte a problemi e difficoltà pensare come affrontarli e risolverli.
Il negativo intossica, il positivo aiuta. Con l’energia che produciamo riusciamo a vivere meglio e ad utilizzare quella che c’è al di fuori di noi.
Per vivere meglio bisogna nutrirsi adeguatamente e con moderazione, in modo da non appesantire e intossicare il corpo introducendo alimenti nocivi che possono creare malattie.
Contro di esse deve ergersi la nostra ferma volontà di superarle.

Al di sotto della mente c’è il cervello, quella macchina prodigiosa che fa funzionare il corpo. è diviso in due emisferi: quello sinistro è preposto alla logica, al calcolo, al pensiero analitico e all’azione; il destro si occupa di creatività, intuizione, sensibilità, spiritualità e amore. L’energia è dominio dell’emisfero destro.
Il guaio è che noi utilizziamo forse un decimo della potenzialità del nostro organo, per indolenza, insipienza e cattiva volontà, mentre dovremmo mettercela tutta per sviluppare sentimenti positivi e utilizzarli per produrre energia.
Fra le stranezze ve ne elenchiamo qualcuna: l’euro è entrato in vigore il primo gennaio 2002, ma non è stato inventato nei nostri giorni, bensì nel 1943 dall’economista francese François Perroux (1903-1987), che ebbe l’idea della moneta unica per togliere il potere di emissione ai singoli Stati.
Il Cuoa (Centro universitario organizzazione aziendale), che nessuno conosce, ha prodotto manager di prim’ordine come Marchionne, Doris, Profumo, Marcegaglia e Montenzemolo.
Gli uomini sono sbarcati sulla luna nel 1969? Secondo alcuni la risposta è negativa perché i tre astronauti non hanno mai giurato di avervi messo piede. Fate voi!

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