Roma, 21 gen. (askanews) – Per il 2026 Conserve Italia punta a valorizzare al massimo il potenziale produttivo dello stabilimento di Albinia, con un impegno complessivo di circa 85mila tonnellate di pomodoro, in leggera crescita rispetto alla scorsa stagione, e con l’obiettivo di avviare le lavorazioni già a partire dal 20 luglio. E proprio in vista della campagna del pomodoro 2026, Conserve Italia ha incontrato ieri pomeriggio nello stabilimento di Albinia i soci produttori della Toscana e dell’Alto Lazio, confermando l’impegno a sostegno delle aziende agricole del territorio che fanno parte della propria filiera.
“Da sempre Conserve Italia vuole mantenere un legame forte e continuativo con i propri soci produttori – ha spiegato Daniele Piva, direttore produzioni agricole – per consolidare i rapporti e affrontare insieme le sfide del settore. È così che si costruisce una filiera solida, dal seme fino alla bottiglia che arriva sulle tavole degli italiani e sui mercati esteri, ed è così che operiamo in tutti gli areali in cui sono presenti i nostri soci, come in Toscana e Alto Lazio”.
Durante l’incontro Piva ha fatto il punto sugli investimenti realizzati negli ultimi anni a sostegno della filiera e delle produzioni conferite dai soci. Come il nuovo evaporatore ‘Thor’, per un investimento di quasi 5 milioni di euro, installato nel 2025, che ci ha consentito un miglioramento qualitativo del prodotto, un efficientamento energetico, un rilevante beneficio per l’ambiente e la comunità locale, oltre che per i nostri operatori. Il nuovo evaporatore ci ha consentito di ridurre del 30% le emissioni, pari a -2.000 tonnellate di CO2″.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata agli aspetti tecnici della campagna, con contributi mirati sulla gestione integrata della coltivazione del pomodoro da industria, sull’analisi dei risultati delle prove varietali condotte in Toscana nel 2025 e sulla presentazione del catalogo varietale 2026 di Tera Seeds, la società sementiera di Conserve Italia. E sono state anche presentate le attività di ricerca su nuove varietà di pomodoro più performanti e che meglio si possono adattare al territorio maremmano.

