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Conserve pomodoro made in Italy: export -8% a 2,8 mld, primo calo in 10 anni

Conserve pomodoro made in Italy: export -8% a 2,8 mld, primo calo in 10 anni

Anicav: Usa primo mercato extra Ue, pesano dazi e concorrenza internazionale

Milano, 13 apr. (askanews) – L’Italia resta il primo Paese esportatore di conserve di pomodoro al mondo, ma il quadro è decisamente meno positivo rispetto agli ultimi anni. Nel 2025 le esportazioni di tutti i derivati del pomodoro hanno registrato un calo in volume ma soprattutto in valore, con una diminuzione rispettivamente del 2% e di circa l’8% rispetto al 2024. Parliamo di oltre 2,2 milioni di tonnellate di conserve per un valore totale di 2,8 miliardi di euro, di cui la maggior parte, oltre il 64%, è rappresentata da pelati, polpa e pomodorini, prodotti ad alto valore aggiunto che sono stati certamente i più colpiti dai dazi americani (-7,1% in valore). Sono questi i dati diffusi da Anicav, l’associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, in occasione della terza edizione della Giornata nazionale del made in Italy.

Per quanto riguarda le destinazioni il territorio europeo resta il principale riferimento, rappresentando oltre il 60% del valore delle esportazioni. In testa Germania, Regno Unito e Francia. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per l’export extraeuropeo, con una quota del 7,5%. Il Giappone è il sesto mercato di destinazione a livello mondiale delle conserve rosse e il secondo dopo gli Usa se consideriamo solo i paesi extraeuropei.

“Dopo oltre 10 anni per la prima volta registriamo una decrescita delle esportazioni sia in valore che in volume. – dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav – Le motivazioni sono da ricercare nella situazione geopolitica internazionale condizionata dai tanti conflitti e nelle politiche protezionistiche di alcuni Paesi, in particolare degli Stati Uniti. Inoltre cresce la concorrenza sleale di realtà che non possono garantire i nostri standard di qualità, sicurezza e sostenibilità e che continuano a immettere sul mercato prodotti a basso costo, per cui continuiamo a chiedere all’UE l’introduzione di vincoli di reciprocità”.

“L’Italia resta il primo esportatore al mondo di derivati del pomodoro, ma dobbiamo riflettere su cosa sta accadendo. – continua Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav – Il nostro pomodoro, da sempre emblema del made in Italy e della nostra tradizione culinaria apprezzata in tutto il mondo, è fortemente minacciato dalla concorrenza internazionale che punta esclusivamente sulla leva del prezzo. La forbice tra il prezzo dei nostri prodotti e quelli dei nostri competitors tende sempre più ad allargarsi mettendo a rischio importanti quote di mercato conquistate negli anni dai nostri imprenditori. Non possiamo assolutamente permetterci di perdere ulteriore terreno in termini di competitività, e per questo servono coesione e dialogo tra tutti gli attori della filiera, soprattutto in prossimità di una campagna che si annuncia estremamente complessa, in particolare per l’enorme incognita dei costi energetici che potrebbero far schizzare ancora una volta i costi di produzione”.