Roma, 5 mar. (askanews) – Oggi il Consiglio Europeo ha adottato il regolamento relativo a nuove norme volte a contrastare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere nella filiera agricola e alimentare. Queste nuove norme mirano a migliorare la cooperazione tra le autorità dell’UE responsabili dell’applicazione delle norme sulle pratiche commerciali sleali nei casi in cui fornitori e acquirenti siano stabiliti in Stati membri diversi. Le nuove norme entreranno in vigore 18 mesi dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, per dare agli Stati membri il tempo necessario per preparare l’attuazione di questo nuovo quadro giuridico.
“Queste nuove norme rafforzeranno la cooperazione transfrontaliera tra le autorità nazionali dei diversi Stati membri e daranno loro una voce più forte nel plasmare il futuro della filiera alimentare”, spiega in una nota Maria Panayiotou, ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro.
Il regolamento stabilisce un insieme completo di norme per la cooperazione transfrontaliera contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese all’interno della filiera agricola e alimentare. Rafforza la cooperazione transnazionale nei casi in cui fornitori e acquirenti si trovino in Stati membri diversi.
Introduce inoltre un meccanismo di mutua assistenza, che consentirebbe alle autorità nazionali preposte all’applicazione della legge di richiedere e scambiare informazioni o di collaborare alle indagini relative alle pratiche commerciali sleali. Il quadro normativo faciliterà l’esecuzione delle decisioni relative a multe o sanzioni imposte in un altro Stato membro, sosterrà il coordinamento delle azioni di contrasto e consentirà agli Stati membri di notificare le decisioni relative alle pratiche commerciali sleali.
Inoltre, la nuova legislazione introduce norme sulla ripartizione dei costi nei casi di mutua assistenza, nonché norme sulla protezione dei dati e sulla riservatezza delle informazioni, garantendo che agricoltori e fornitori rimangano al sicuro da potenziali ritorsioni. Istituisce anche un meccanismo di azione coordinata in caso di pratiche commerciali sleali transfrontaliere su larga scala che coinvolgono almeno tre paesi dell’UE. In tali casi, verrebbe designato un coordinatore per facilitare la risposta.

