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Consorzio Bresaola Igp: in calo disponibilità carne europea

Consorzio Bresaola Igp: in calo disponibilità carne europea

Fa il punto su stato filiera, approvvigionamenti e costi

Roma, 22 ott. (askanews) – La disponibilità di carne bovina europea è in calo: dal 30% nel 2023 al 22% nel 2024, con ulteriore riduzione prevista entro il 2025. Questo rende inevitabile l’importazione di carne extra-UE, sempre “solo i tagli più pregiati e teneri, tratti dalla coscia di bovini adulti di razze specifiche, di età non inferiore ai 18 mesi e non superiore ai 4 anni e sottoposti a rigorosi controlli e certificazioni che attestano età, origine, tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria”. E i costi di approvvigionamento, già alti, possono aumentare fino al 50% a causa di barriere tariffarie e licenze GATT limitate. Così il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina che fa il punto sullo stato della filiera e del mercato, chiarendo la gestione degli approvvigionamenti, l’impatto dei costi e le scelte strategiche della produzione certificata.

Nel 2024, sul totale di 34mila tonnellate di materia prima avviata all’IGP, circa l’80% proviene dal Sud America, mentre il 20% proviene dall’Europa, con una piccola percentuale dall’Italia. “Il ricorso all’importazione non è una scelta economica, ma una necessità – sottolinea il Consorzio – in Italia infatti non c’è sufficiente disponibilità di bovini capaci di soddisfare contemporaneamente le esigenze di qualità e di quantità richieste”. Tra le razze di origine europea si privilegiano quindi la Charolaise, la Limousine, la Blonde d’Aquitaine, la Garonnese, la Piemontese e incroci di Charolaise e Limousine. Dal Sudamerica invece vengono preferite le razze di Zebù, in particolare Nellore, Guzerat e Brahman.

“I produttori di Bresaola della Valtellina IGP – ricorda il Consorzio – si approvvigionano prevalentemente dall’estero da sempre, scegliendo le migliori carni disponibili sul mercato, ancor prima che questo prodotto ottenesse l’IGP nel 1996. Nonostante i volumi produttivi di bresaola certificata IGP fossero all’inizio poco più della metà delle 13mila tonnellate circa del 2024, già allora era impossibile reperire in Italia tutta la materia prima necessaria”.

Inoltre, puntualizza ancora il Consorzio, il settore deve affrontare importanti barriere tariffarie all’ingresso dell’Unione Europea, che comportano un rincaro della materia prima di quasi il 50% rispetto al prezzo iniziale. Le licenze GATT, infatti, che permettono di importare carne con dazio agevolato del 20%, sono vincolate a volumi fissi e oggi vengono utilizzate non solo per tagli pregiati come la fesa, ma anche per parti destinate a hamburger e altre lavorazioni. Di conseguenza, il ricorso al regime extra-GATT è quasi inevitabile, con un incremento dei costi della materia prima fino al 50%. Un impatto pesante che rischia di comprimere fatturato e margini delle aziende certificate, mettendo in difficoltà la programmazione del comparto.