Roma, 5 feb. (askanews) – Consolidare le posizioni produttive e commerciali, accrescere la produzione a 350 ettari suddivisa in 11 regioni dal Centro Sud a Centro Nord Italia. Performare ancora meglio del 2025, quando l’export ha superato il 50% della produzione commercializzabile (circa 10mila tonnellate) con target Europa e mercati arabi. Disponibilità del prodotto da maggio a ottobre, confermando alla base del progetto il basso impatto ambientale, una logistica efficiente anche all’estero, l’attenzione all’innovazione e ad una qualità superiore.
Sono gli obiettivi 2026 del Consorzio Dolce Passione, proprietario dell’anguria italiana nera senza semi Dolce Passione, illustrati questa mattina nell’area Italy di Fruit Logistica da Luciano Trentini, direttore del Consorzio, in un incontro introdotto dal direttore di CSO Italy Elisa Macchi, che ha offerto una panoramica della produzione generale e dei consumi dell’anguria italiana.
Le superfici ad anguria sono salite da 16mila a 18mila ettari dal 2024 al 2025 (+6%). La produzione è salita a 1,2 milioni di tonnellate (oltre 200 tons in più rispetto al 2024). Il Lazio guida la produzione nazionale con il 20% del totale; seguono Puglia (18%), Campania (16%), Sicilia (13%), Lombardia (11%) ed Emilia Romagna (8%). Le angurie coprono il 7% dei consumi domestici totali di frutta, i quali sono in recupero di un buon 4% tra il 2024 e il 2025. La GDO copre l’81% delle vendite, con i supermercati in testa seguiti dai discount, dagli ipermercati e, a chiudere, dalle superette.
Nel 2025 le mini angurie hanno rappresentato il 60% degli acquisti, con i medi formati al 31% e le angurie tradizionali di grande formato al 9%. I prezzi, per effetto della produzione abbondante, sono calati mediamente nel 2025 del 12%. “E’ il forte rinnovamento varietale – ha concluso Elisa Macchi – la causa principale della ripresa dei consumi, sostenuti anche dal prezzo e dalla qualità elevata”.

