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Consorzio Gavi Docg: nel 2025 export al 91% e ripresa in Italia

Consorzio Gavi Docg: nel 2025 export al 91% e ripresa in Italia

Vendute circa 14 milioni di bottiglie, Cina oltre quota 100mila

Milano, 24 giu. (askanews) – Il Gavi Docg ha chiuso il 2025 con circa 14 milioni di bottiglie vendute, confermando una forte proiezione internazionale e registrando anche una lieve ripresa sul mercato italiano dopo anni di flessione. I dati diffusi dal Consorzio Tutela del Gavi indicano oltre 12 milioni di bottiglie esportate, pari al 91% della produzione, con una presenza che si estende dall’Europa al Nord America, dall’Asia al Medio Oriente.

Il segnale nuovo arriva dal mercato interno. Dopo un decennio di calo progressivo, le vendite in Italia sono tornate a crescere e hanno superato il milione di bottiglie. Si tratta di un’inversione contenuta nei numeri assoluti, ma rilevante per una Denominazione che negli ultimi anni ha costruito soprattutto all’estero la propria forza commerciale.

La Gran Bretagna si conferma di gran lunga il primo mercato di riferimento del Gavi Docg, con 7 milioni di bottiglie vendute nel 2025, pari a oltre il 60% dell’export. Gli Stati Uniti restano al secondo posto con circa un milione e mezzo di bottiglie, equivalenti al 13%, mentre la Germania si attesta al 5,6%. Seguono Russia, Irlanda e Malta, mercati nei quali circolano oltre 300mila bottiglie di Gavi. Cresce anche il Canada, indicato in aumento del 43% sul 2023, mentre gli Emirati Arabi si confermano la principale piazza del Medio Oriente.

Tra i mercati asiatici il Giappone mantiene il ruolo di primo Paese di assorbimento, ma il dato più dinamico riguarda la Cina. In due anni l’export del Gavi Docg è passato da meno di 10mila bottiglie nel 2023, pari allo 0,06% del totale, a oltre 100mila bottiglie nel 2025, portando la quota allo 0,82%.

In Italia il consumo resta fortemente concentrato nel Nord. Il Piemonte rappresenta il principale bacino nazionale, con il 42,46% dei volumi italiani nel 2023 e il 44,19% nel 2025. Le altre regioni settentrionali assorbono il 40,96% nel 2025, davanti a Centro e Sud. Secondo il Consorzio, la crescita della quota piemontese è legata anche al maggiore interesse verso l’enoturismo e all’aumento degli investimenti delle Cantine del territorio su questo fronte, in un canale che porta il consumatore direttamente in Cantina.

Anche sul piano distributivo si registra uno spostamento. La Gdo mantiene il primato nelle vendite globali, ma scende dal 58% del 2023 al 52% del 2025, mentre l’Horeca sale dal 42% al 48%. Il riequilibrio tra i canali segnala un maggiore peso della ristorazione e del consumo fuori casa.

“I dati ci confermano che il Gavi Docg è uno dei vini bianchi italiani in buona salute. Stiamo attraversando crisi internazionali, dazi e conflitti dimostrando solidità grazie al lavoro condiviso tra produttori, Consorzio e istituzioni, tanto in vigna e in cantina quanto sui mercati, locale e internazionale. Siamo consapevoli che il Gavi, classico e contemporaneo insieme, storico nelle radici, versatile nell’abbinamento, incontra i gusti di consumatori esigenti e diversi tra loro e questo ci dà fiducia sul mercato domestico” ha commentato il presidente del Consorzio Tutela del Gavi, Maurizio Montobbio, spiegando che “guardiamo con interesse alla sua crescita, seppur accennata, che ci dice che c’è ancora spazio per lavorare sul valore del nostro vino in Italia, anche proponendoci come destinazione enoturistica. In un momento in cui il consumatore cerca sempre più il contatto diretto con il prodotto e con chi lo fa, la cantina diventa il luogo di scoperta e di relazione dove si sta spostando il consumo esperienziale del vino, rispetto al ristorante. Per quanto riguarda le sfide che ci attendono – ha concluso il presidente – dovremo osservare con attenzione la dinamicità dei mercati e continuare a lavorare per mantenere sempre un’identità chiara, l’attenzione alla qualità e l’ottimo rapporto qualità/prezzo che negli anni è stata la nostra forza”.