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Consorzio Monviso: con Dl Bollette a rischio 800 MW rinnovabile

Consorzio Monviso: con Dl Bollette a rischio 800 MW rinnovabile

Da provenienza agricola, servono correttivi

Roma, 5 mar. (askanews) – Il DL per il contenimento del costo dell’energia, pubblicato il 20 febbraio in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge, introduce modifiche al sistema dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per gli impianti a biogas agricolo elettrico, limitando le ore incentivabili e subordinando la permanenza del meccanismo alla riconversione a biometano per gli impianti oltre i 300 kW. Secondo il Consorzio Monviso Agroenergia, che iunisce circa 226 impianti di produzione di biogas e coinvolge direttamente più di 460 aziende agricole con partecipazione societaria, oltre a 450 allevamenti soci fornitori di reflui zootecnici, senza correttivi il provvedimento rischia di compromettere una quota rilevante della produzione energetica rinnovabile nazionale proprio mentre la crisi geopolitica e le tensioni sui mercati del gas riportano al centro il tema della sicurezza energetica.

“Le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati energetici dimostrano quanto sia strategico rafforzare la produzione nazionale di energia da fonti rinnovabili programmabili – dichiara Sebastiano Villosio, presidente del Consorzio Monviso Agroenergia – Il biogas agricolo rappresenta una risorsa concreta per l’autonomia energetica del Paese perché nasce da filiere agricole locali e integrate con gli allevamenti. Proprio per questo preoccupa una norma che rischia di mettere in difficoltà impianti già esistenti e funzionanti. Il Parlamento ha ora l’opportunità di correggere il decreto, garantendo continuità produttiva a una filiera che contribuisce alla sicurezza energetica nazionale”.

In Italia operano circa 1.800 impianti di biogas agricolo, inseriti in un sistema che conta complessivamente oltre 2.300 impianti per circa 1.465 MW di potenza installata, diffusi soprattutto nelle principali aree zootecniche del Paese. Questa rete di impianti è strettamente integrata con l’attività agricola: produce energia rinnovabile programmabile, contribuisce alla gestione dei reflui zootecnici e genera digestato utilizzato come fertilizzante organico.

Secondo le stime del Consorzio Monviso Agroenergia le modifiche introdotte dal decreto potrebbero mettere a rischio circa 830 megawatt di potenza elettrica rinnovabile agricola. Se utilizzata lungo l’arco dell’anno, una capacità di questo ordine di grandezza può generare oltre 6 terawattora di elettricità, sufficienti ad alimentare circa 3 milioni di famiglie italiane. In termini concreti si tratta di energia paragonabile ai consumi domestici annui di un’area urbana grande quanto l’area metropolitana di Napoli.