Roma, 19 nov. (askanews) – Il Consorzio del Prosciutto di Parma mette a segno due importanti risultati estremamente nella protezione della DOP presso i mercati esteri. Una prima operazione ha coinvolto il territorio di Malta, dove il Consorzio aveva riscontrato gravi irregolarità riguardanti il prodotto preaffettato. Nei casi contestati, il prodotto veniva infatti confezionato presso impianti locali, riportando la dicitura Prosciutto di Parma in maniera indebita, poiché in violazione delle prescrizioni del Disciplinare della DOP, che prevede che il Prosciutto di Parma in vaschetta possa essere affettato solo in stabilimenti autorizzati, situati nella zona tipica di produzione in provincia di Parma, sotto la vigilanza dell’Organismo di controllo.
L’intervento dei legali del Consorzio, in collaborazione con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), ha determinato la regolarizzazione di tutte le violazioni, con l’impegno scritto delle controparti a interrompere tali pratiche irregolari e con l’ottenimento di un rilevante risarcimento economico per il danno subito.
Significativo anche il risultato ottenuto dal Consorzio in Brasile, uno dei mercati più complessi per la tutela del Prosciutto di Parma, dove la richiesta di riconoscimento della DOP e quella di registrazione del marchio non si sono ancora definite e si rende, quindi, necessaria un’attività intensiva di salvaguardia. Al centro della vicenda che ha riguardato la DOP, alcune domande brasiliane per la registrazione di marchi contenenti riferimenti alla parola “Parma”. Tra queste, quella depositata da una nota azienda locale, e accolta dagli uffici competenti, per l’utilizzo della denominazione PARMAN destinata a prodotti a base di carne.
I legali del Consorzio, constatato l’uso effettivo non solo del termine PARMAN, già indiscutibilmente evocativo vista anche l’area merceologica analoga a quella del prosciutto, ma addirittura del nome PARMA, hanno avviato da subito un’azione legale, ottenendo una vittoria per nulla scontata nel primo grado di giudizio, con il riconoscimento di una somma importante per coprire i danni subiti nonché l’impegno, da parte dell’azienda brasiliana, di rinunciare alle registrazioni ottenute e di non chiederne di analoghe nel futuro.
