Milano, 31 gen. (askanews) – “Equilibrato, tipico ed elegante”: è l’Amarone 2021, il millesimo presentato ufficialmente oggi alle Gallerie Mercatali a Verona in occasione di “Amarone Opera Prima”, l’anteprima organizzata dal Consorzio Vini Valpolicella in corso fino a domani nella città scaligera. Un’istantanea, quella dell’annata 2021, emersa dal consueto panel di assaggio dell’ente consortile composto da esperti enologi e degustatori. Il profilo del nuovo vintage “riflette un’integrazione completa delle componenti sensoriali (soprattutto quelle gustative e retro-olfattive), un ottimo equilibrio derivante dalla gestione dell’appassimento e dalla finezza dell’affinamento, oltre ad una struttura elegante con solide prospettive in termini di invecchiamento”.
Il 2021 è stato un anno complesso, caratterizzato da una prima fase fredda con gelate primaverili e da una seconda segnata da siccità e caldo estivo. Una sfida affrontata con successo grazie alla resistenza del vigneto e alla competenza dei viticoltori della Valpolicella, che hanno ottenuto uve sane, equilibrate e di elevata qualità, espressione della forza del territorio anche nelle annate più difficili.
In particolare, dal punto di vista climatico, l’annata viticola 2021 è iniziata in ritardo a causa di un clima più freddo del solito che ha rallentato il risveglio della pianta, iniziato solo dopo la prima decade di aprile. Il germogliamento è stato complessivamente omogeno all’interno dei vigneti e solo in alcune aree circoscritte le gelate primaverili dei primi giorni di aprile hanno lasciato il segno, causando danni limitati. Maggio è stato molto piovoso e decisivo per la gestione nella vigna della peronospora mentre la fioritura, avvenuta tra il 5 e il 10 giugno, si è svolta regolarmente grazie a condizioni calde e secche e a un’ottima disponibilità idrica accumulata nel mese precedente. In questa fase la peronospora è rimasta sotto controllo mentre l’oidio ha richiesto maggiore attenzione in particolare nell’ultima decade di giugno. L’invaiatura è avvenuta a metà agosto (anch’essa in ritardo) in un contesto di piogge scarse che ha causato stress idrico in alcuni vigneti. Il mese di settembre è stato caldo e asciutto, consentendo alla vendemmia di riallinearsi ai tempi storici e garantendo così uve in ottimo stato sanitario. La maturazione, variabile a seconda delle zone, è stata complessivamente più lenta ma di elevata qualità, con una buona integrità aromatica, un’ottima maturazione fenolica e dotazioni antocianiche superiori al 2020.
In fruttaio un autunno più fresco della media ha favorito un appassimento lento, “portando a ottime concentrazioni zuccherine e polifenoliche e allo sviluppo di precursori aromatici”, preludio a una lenta trasformazione in cantina e alla nascita dell’Amarone.

