Milano, 13 gen. (askanews) – Con un incremento del 3% dell’imbottigliato e un calo dell’8% delle giacenze registrati a fine dicembre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, la Denominazione Soave apre il 2026 con segnali di ripresa. Lo ha comunicato il Consorzio Tutela Vini Soave.
Per quanto riguarda il calo delle giacenze, si tratta del secondo anno consecutivo, dato che il 2024 aveva già segnato un -7,9% sul 2023. Una dinamica progressiva che, secondo il Consorzio, è direttamente riconducibile agli effetti del progetto “Identità Soave”, avviato due anni fa con l’obiettivo di rafforzare il profilo qualitativo e competitivo della Denominazione, rendendola più solida sui mercati e più riconoscibile agli occhi dei consumatori.
Il progetto si fonda su una serie di misure di gestione della produzione. Tra queste rientrano la sospensione degli impianti ai fini della rivendica per i vigneti realizzati dopo il 31 luglio 2023, il blocco della rivendica per le stagioni 2023 e 2024 e l’incremento al 30% delle verifiche da parte dell’organismo di certificazione Siquria sul rispetto della resa massima consentita.
Per il Consorzio, le misure inserite in “Identità Soave” mirano a rendere la Doc più tonica e reattiva sui mercati, in Italia e all’estero, puntando su un vino marcatamente identitario dal punto di vista del vigneto e del terroir. Il percorso passa anche attraverso pratiche agricole condivise, pensate per gestire la naturale esuberanza produttiva della Garganega e orientare la viticoltura verso un equilibrio più sostenibile. Dosare con maggiore attenzione la produttività dei vigneti significa infatti ridurre l’apporto energetico complessivo nella gestione, dal vigneto alla cantina, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse idriche. Un approccio che rafforza anche il rapporto di fiducia con i consumatori, chiamati ad acquistare vini frutto di un lavoro di controllo e di selezione più rigoroso.
“Quelli che vediamo oggi sono risultati molto significativi che premiano la linea adottata collegialmente dal Consorzio del Soave per una gestione virtuosa e competitiva della denominazione” ha affermato Cristian Ridolfi, presidente dell’ente consortile, aggiungendo che “l’impegno che è stato richiesto ai produttori e ai viticoltori stava portando frutti concreti e la crescita dell’imbottigliato ne è stata la prima, chiara testimonianza. Siamo consapevoli di essere sulla strada giusta sebbene lo scenario economico attuale sia stato tra i più complessi degli ultimi 50 anni – ha concluso – e di certo a favore della nostra Denominazione hanno giocato gli attuali trend di consumo che, a livello globale, hanno premiato vini bianchi, freschi e con un moderato contenuto alcolico”.

