PALERMO – L’associazione di volontariato Ribelle è nata a luglio del 2025 da una scelta di coraggio. Il coraggio di riprendere in mano la propria vita e di opporsi ai soprusi subiti. Ribelle è stata creata per dare voce, supporto e forza alle donne che hanno vissuto esperienze di violenza. A guidarla è la presidente Michela Grillo, madre di tre figli, che l’ha fondata come testimone diretta di donna che ha subito sulla propria pelle queste terribili esperienze. “La mia volontà – spiega – è quella di trasformare la mia storia negativa, di dolore, in qualcosa che possa dare aiuto e spunto alle donne per rendersi conto che ci si può rialzare. Ci vuole forza, coraggio. Occorre rompere il silenzio“. “Con la nostra attività – aggiunge – vogliamo sensibilizzare soprattutto i giovani. Per questo ci muoviamo nelle scuole, utilizzando anche un linguaggio semplice ed esempi a portata di tutti”. A supportare Michela Grillo ci sono due sue amiche storiche: vice presidente è Rosalia Accetta, mentre Emanuela Tamburo è socia e fondatrice.
Sportello d’ascolto e progetti nelle scuole: come opera l’associazione Ribelle a Palermo
L’attività dell’associazione si svolge appunto con progetti nelle scuole, oltre a uno sportello d’ascolto che si tiene ogni mercoledì all’interno dei locali delle Politiche giovanili del Comune di Palermo di via Besio, nel quartiere Cep, e in altri giorni nei locali di altri sodalizi del territorio che con Ribelle fanno rete.
“Proprio la settimana scorsa – racconta Michela Grillo – siamo state all’Istituto Danilo Dolci di Partinico e abbiamo vissuto un’esperienza importante. È stato un incontro toccante, un momento di grande incontro in cui ho raccontato la mia testimonianza e raccolto quella di altre donne che si sono esposte davanti a tutti. Durante questi incontri nelle scuole sveliamo ai ragazzi quali possono essere i ‘campanelli d’allarme’, come in una sorta di vademecum. Cerchiamo di fargli comprendere come affrontare e gestire la gelosia, il consenso. L’associazione fa questo, nasce con questa volontà”.
Violenza psicologica e interventi diretti: i casi seguiti da Ribelle
Ma oltre alla prevenzione ci sono casi di intervento diretto in situazioni di emergenza, come dimostrano le donne che sono riuscite a rompere il silenzio proprio grazie al supporto di Ribelle. “Di recente – conferma Grillo – abbiamo aiutato una donna che subiva violenza psicologica. Era succube del marito da più di vent’anni, tanto assoggettata in questa relazione da non riconoscere nemmeno più la sua identità. Poi è riuscita a lasciare il marito e si è rivolta a noi per cercare supporto psicologico. Così l’abbiamo accompagnata in un percorso di recupero che abbiamo messo in piedi grazie a un’altra associazione che si occupa di supporto psicologico”. In situazioni come questa, dunque la collaborazione diventa fondamentale: “Siamo riuscite, nonostante la nostra associazione sia attiva soltanto dallo scorso anno, a creare una piccola rete con altre associazioni. Per ora allo sportello non sono arrivate molte chiamate, perché non è facile trovare il coraggio per esporti, ma il lavoro sui giovani sembra stia dando i frutti sperati. Molte ragazzine, dopo gli incontri nelle scuole, ci scrivono sui social perché chiedono consigli sui fidanzati. A noi fa piacere sostenerle perché i ragazzi devono avere un punto di riferimento”.
Educare al rispetto: genitori e giovani insieme contro la cultura della gelosia
Gli incontri con le nuove generazioni sono aperti anche alle famiglie e spesso la possibilità di coinvolgere anche i genitori nel confronto offre la possibilità di affrontare ulteriori elementi di discussione, come accaduto di recente in un incontro a Isola delle Femmine. “Ci siamo ritrovate – racconta Grillo – a parlare con le ragazzine davanti ai loro genitori. Se io da mamma racconto la mia testimonianza e spiego che dobbiamo opporci alla violenza per educare i nostri figli, affinché crescano con i valori giusti, posso dare l’esempio anche alle altre. Questa mia esperienza negativa, in pratica, può servire da monito per altre donne”. C’è tuttavia nelle ragazzine un pensiero controverso. Come ha raccontato la presidente. Infatti alcune pensano che l’amore sia legato alla gelosia eccessiva. E non va bene per niente. Bisogna educare al rispetto“.
Come contattare l’associazione Ribelle: denuncia e supporto per le vittime di violenza
Lo scoglio più grande, comunque, resta quello delle denunce. Le vittime di violenza continuano ad avere paura di esporsi in prima persona e la segnalazione avviene spesso in maniera indiretta, tramite parenti o amici. Barriere che bisogna abbattere, anche con l’aiuto di realtà come Ribelle. Chi volesse rivolgersi all’associazione, può farlo attraverso la pagina Facebook o Instagram, telefonicamente al numero dell’associazione 3717544876 o tramite e-mail scrivendo all’indirizzo ass.ribelle@gmail.com.

