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Copa Cogeca: crollo drammatico fertilizzanti azotati per Cbam

Copa Cogeca: crollo drammatico fertilizzanti azotati per Cbam

-80%, si profila un’altra crisi agricola

Roma, 13 feb. (askanews) – Gli ultimi dati della Commissione europea confermano un crollo drammatico e senza precedenti delle importazioni di fertilizzanti azotati nell’UE a seguito dell’entrata in vigore del Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM). A gennaio 2026, l’UE ha importato solo 179.877 tonnellate di fertilizzanti azotati, rispetto a 1.183.728 tonnellate a gennaio 2025. Le importazioni sono quindi scese a meno del 16% del loro livello abituale, una dura realtà che ora bussa alle porte dell’UE.

Il Copa e la Cogeca chiedono l’immediata sospensione del CBAM sui fertilizzanti per prevenire ulteriori perturbazioni e salvaguardare l’agricoltura europea. Sono inoltre necessarie misure strutturali per garantire la disponibilità e l’accessibilità economica a lungo termine dei fertilizzanti all’interno dell’UE. E sottolineano che “senza azioni immediate a breve termine, il settore rischia di scivolare in una grave crisi”.

Questi dati, spiega in una nota il Copa e Cogeca, convalidano i ripetuti avvertimenti degli agricoltori e delle organizzazioni di cooperative agricole hanno costantemente messo in guardia le istituzioni dell’Ue sul fatto che, senza le necessarie garanzie tecniche e la preparazione del mercato, l’attuazione del CBAM sui fertilizzanti avrebbe interrotto i flussi di approvvigionamento e aumentato i costi per gli agricoltori europei. I fertilizzanti azotati, direttamente interessati dal CBAM, rappresentano circa il 46% del consumo totale di fertilizzanti dell’UE, con oltre il 30% di questo volume tradizionalmente importato. Una riduzione di questa portata non può essere assorbita senza conseguenze. Rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della produzione agricola in tutta l’UE, destabilizzando i mercati innescando comportamenti anticipatori, come si è visto a dicembre 2025, poco prima dell’attuazione del meccanismo.

Nel frattempo, i prezzi interni dei fertilizzanti continuano a salire. A gennaio 2026, erano superiori del 25% rispetto alla media del 2024. Considerando che i fertilizzanti rappresentano in media dal 15% al 30% dei costi di input degli agricoltori e che il settore delle colture seminative è già sotto forte pressione, con margini negativi registrati per il terzo anno consecutivo, questa situazione potrebbe rapidamente diventare il punto di svolta in molti Stati membri.

I livelli delle scorte sono altrettanto preoccupanti. In media, le scorte attuali coprono solo il 45-50% circa del fabbisogno di fertilizzanti degli agricoltori per il raccolto del 2026, con livelli significativamente inferiori in alcuni Stati membri come Italia e Irlanda. Questa situazione non tiene conto dei preparativi per il raccolto del 2027 e mette in luce la crescente vulnerabilità della produzione alimentare dell’UE. “I dati ora non lasciano dubbi – sottolinea il Copa Cogeca – Quando le importazioni crollano di oltre l’80%, quando i prezzi continuano a salire e la disponibilità diventa incerta, questa non è più una preoccupazione teorica. Rappresenta un rischio immediato per la produzione agricola e la sicurezza alimentare dell’UE”.