Roma, 12 giu. (askanews) – Oggi, i ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno adottato il loro Orientamento generale sulla proposta della Commissione di rafforzare il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Sebbene la crisi iraniana abbia spinto gli Stati membri a riconoscere la necessità di un meccanismo di salvaguardia per i fertilizzanti attraverso l’inclusione dell’articolo 27 bis, gli agricoltori e le cooperative agricole esprimono “profonda delusione per il fatto che la soglia di attivazione concordata sia fissata a un livello troppo elevato per fornire una protezione significativa in tempi di crisi”: lo scrive in una nota il Copa Cogeca.
Secondo l’approccio concordato, il meccanismo di salvaguardia si attiverebbe solo se i prezzi dei fertilizzanti importati, escluso l’onere finanziario del CBAM, aumentassero di oltre il 50% rispetto alla media dei dieci anni precedenti. In pratica, una soglia così elevata rende estremamente improbabile l’attivazione del meccanismo, anche in caso di gravi perturbazioni del mercato.
Tuttavia, fin dalla sua entrata in vigore il primo gennaio 2026, “abbiamo già visto, con la crisi nello Stretto di Hormuz, che il meccanismo CBAM può esacerbare le crisi, alimentando di fatto il fuoco – proseguono Copa e Cogeca – Con l’aumento progressivo del prelievo CBAM fino alla sua piena applicazione nel 2034, il problema si presenterà con crescente intensità”.
Nel 2026, Copa e Cogeca stimano che questo nuovo meccanismo rappresenterà un onere di 820 milioni di euro, interamente a carico degli agricoltori dell’UE.
Dato che i fertilizzanti rappresentano uno dei principali costi di produzione per l’agricoltura dell’UE e il costo primario per gli agricoltori che coltivano seminativi, un meccanismo di salvaguardia inefficace “espone gli agricoltori a improvvisi e drastici aumenti di prezzo, con conseguenze dirette sulla redditività delle aziende agricole, sulla produzione alimentare e sull’accessibilità economica del cibo per i consumatori. Uno strumento di gestione delle crisi può essere efficace solo se attivato prima che le condizioni di mercato diventino ingestibili”.
Copa e Cogeca invitano pertanto il Parlamento europeo ad assumere una posizione chiara a difesa del settore agricolo e a proporre un meccanismo di attivazione più realistico e operativo, garantendo che gli agricoltori dell’UE e, in ultima analisi, i consumatori, non debbano sopportare l’intero costo di futuri shock di mercato.

