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Copa Cogeca: pacchetto vino importante per settore ma non completo

Copa Cogeca: pacchetto vino importante per settore ma non completo

Inascoltate alcune raccomandazioni chiave

Roma, 11 feb. (askanews) – Ieri, il Parlamento europeo ha adottato l’accordo di trilogo sul pacchetto vino durante la sua sessione plenaria, segnando un passo fondamentale verso il sostegno a un settore che sta attraversando una profonda crisi. Il Copa e la Cogeca accolgono con favore l’azione tempestiva delle istituzioni dell’UE. Il testo finale, modificato dai colegislatori, rappresenta infatti “un miglioramento significativo rispetto alla proposta iniziale; tuttavia, diverse raccomandazioni chiave del Gruppo ad alto livello rimangono inascoltate”.

Pur contenendo delle misure positive per il settore, infatti, per il Copa Cogeca il pacchetto “non riesce a rispondere pienamente alle esigenze del settore” perché diverse raccomandazioni chiave del Gruppo di alto livello sulla politica vitivinicola, approvate dalle parti interessate lungo tutta la filiera, non sono state integrate nel testo finale.

In particolare, mancano le disposizioni che consentono il riporto dei fondi non spesi per il vino all’anno successivo, la mancata estensione alle cooperative composte da PMI dei tassi di cofinanziamento più elevati come PMI individuali e la mancanza di un approccio sufficientemente ambizioso alla promozione nei mercati dei Paesi terzi. È inoltre fondamentale trovare rapidamente una soluzione normativa per i vini non dealcolati a basso contenuto alcolico, un segmento di mercato che sta crescendo di interesse.

“Per garantire il futuro del nostro settore, dobbiamo andare oltre, basandoci su queste misure positive anche oltre l’attuale periodo della PAC ed evitando qualsiasi regressione che potrebbe compromettere la ripresa del settore – ha detto Luca Rigotti, presidente del gruppo di lavoro Vino del Copa e della Cogeca – Dobbiamo inoltre integrare le raccomandazioni non ancora affrontate del Gruppo ad alto livello nelle prossime revisioni normative, per garantire ai viticoltori europei un sostegno realmente adeguato e duraturo. Si tratta di difendere il patrimonio culturale europeo e i mezzi di sussistenza di centinaia di migliaia di viticoltori, lavoratori e cooperative in tutto il continente”.