Roma, 17 mar. (askanews) – Mentre si intensificano le discussioni sulla possibile conclusione dell’accordo di libero scambio UE-Australia, permangono serie preoccupazioni in merito all’equilibrio e all’equità del risultato, in particolare per quanto riguarda il capitolo sull’agricoltura. Il presidente della Copa, Massimiliano Giansanti, ha reagito alla notizia della possibile conclusione sottolineando: “pur riconoscendo l’importanza strategica ed economica del rafforzamento dei legami con l’Australia, è essenziale che qualsiasi accordo rifletta un partenariato realmente equilibrato e le rispettive dimensioni dei nostri mercati. Le nostre imprese si trovano attualmente ad affrontare un’estrema incertezza, con costi di produzione in aumento e ricavi in calo. In questo contesto difficile, l’agricoltura non può essere ancora una volta utilizzata come merce di scambio per ottenere vantaggi in altri settori”.
Secondo alcune fonti, l’ampliamento dell’accesso al mercato per prodotti agricoli sensibili, tra cui carne bovina, ovina e zucchero, solleva interrogativi fondamentali sulla direzione dei negoziati. Concedere agevolazioni sproporzionate in questi settori rischia di danneggiare gli agricoltori europei, distorcere i mercati e indebolire l’impegno di lunga data dell’UE verso elevati standard di produzione e la sostenibilità rurale.
Il presidente di Cogeca, Lennart Nilsson, ha aggiunto: “la Commissione europea deve garantire che le concessioni sui prodotti agricoli sensibili siano rigorosamente limitate, realmente reciproche e allineate a standard di produzione equivalenti, tenendo pienamente conto dell’impatto cumulativo degli accordi commerciali. Qualsiasi accordo deve essere equo e non andare a scapito del settore agricolo dell’UE, delle comunità rurali o della sicurezza alimentare a lungo termine, un elemento chiave della sovranità e della sicurezza generale dell’UE”.

